Cerca nel sito

08.10.2026

Maxi frode fiscale all’Ue, sequestro da 11 milioni e diversi arresti

di Redazione | 2 min di lettura

Al centro dell'inchiesta una frode all'Iva nel settore del commercio dei prodotti elettronici e informatici trasversale a più Stati dell'Ue

Maxi frode fiscale all’Ue, sequestro da 11 milioni e diversi arresti
Indice

La Guardia di Finanza di Varese ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare e un decreto di sequestro preventivo emessi dal Gip del Tribunale di Milano nell’ambito dell’operazione “Hermes“, coordinata dagli uffici di Milano e Palermo della Procura Europea (Eppo).

Al centro dell’inchiesta una frode all’Iva nel settore del commercio dei prodotti elettronici e informatici trasversale a più Stati dell’Ue.

Gli indagati

Le misure cautelari riguardano 6 persone (2 residenti a Roma in carcere, una agli arresti domiciliari in provincia di Bergamo e 3 con obbligo di dimora in provincia di Salerno e Roma).

Sequestro per 11 milioni di euro

Il sequestro preventivo, che ammonta a 11 milioni, riguarda beni, valori e denaro riconducibili a 8 indagati e a 3 imprese. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alle frodi fiscali, aggravata dalla transnazionalità.

Il bilancio dell’operazione

Sono state eseguite 300 perquisizioni in 8 Paesi. Per la parte italiana della frode sono 93 le società coinvolte con sede nelle provincie di Bergamo, Milano, Roma, Salerno, Como e Brescia, per un volume complessivo di fatture false emesse di oltre 450 milioni di euro nel quadriennio 2022-2025.

La società fantasma

Le frodi carosello vengono realizzate sfruttando il regime di non imponibilità ai fini Iva previsto per le operazioni commerciali intracomunitarie, interponendo, in un’operazione tra imprese di Paesi diversi, un soggetto economico fittizio, cosiddetto “cartiera” (o società fantasma o missing trader), che acquista la merce dal fornitore comunitario senza l’applicazione dell’Iva per poi rivenderla ad un’impresa nazionale (anch’essa coinvolta nella frode) con l’applicazione dell’Iva ordinaria italiana.

Il modus operandi

È in questa fase che si realizza la condotta fraudolenta, in quanto la società “cartiera”, invece di vendere la merce maggiorata del proprio utile e versare l’Iva incassata dalla sua cessione, la vende sottocosto senza versare all’Erario l’imposta indicata sulla relativa fattura emessa. La missing trader, infatti, sprovvista di strutture operative e di dipendenti, di norma gestita da prestanome, senza adempiere ad alcun obbligo fiscale, oltre quello di emettere fatture soggettivamente false, dopo una breve vita (massimo 24 mesi) viene fatta cessare e sostituita da altra impresa simile.

10:50