L'uomo fermava gli automobilisti per proporre confezioni di materiale sanitario con la scritta "Pronto Intervento 112" e il riferimento ai "giovani disoccupati". I Carabinieri di San Giuseppe Jato hanno sequestrato nove kit e circa 400 euro in contanti
Vendeva presunti kit di pronto soccorso sfruttando il riferimento al numero unico europeo per le emergenze, il 112, e utilizzando confezioni con scritte potenzialmente ingannevoli. Un uomo di 64 anni, originario di Catania e già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di San Giuseppe Jato nell’ambito di un’attività di contrasto alla contraffazione e alla commercializzazione di prodotti con segni falsi.
Il 64enne è ritenuto responsabile, allo stato delle indagini, dei reati di introduzione e commercio di prodotti con segni falsi e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
L’intervento è scattato durante un servizio perlustrativo finalizzato al controllo del territorio.
I militari hanno notato l’uomo mentre, a piedi, cercava di fermare con insistenza i veicoli in transito lungo la strada, attirando l’attenzione degli automobilisti.
Il comportamento ha insospettito i Carabinieri, che hanno deciso di procedere a un controllo.
Durante gli accertamenti, i militari hanno rinvenuto nella disponibilità del 64enne nove confezioni di presunti kit medici, contrassegnate da diciture che richiamavano il sistema pubblico di emergenza.
A destare particolare attenzione è stato il contenuto delle etichette apposte sui pacchetti.
Le confezioni riportavano infatti la dicitura “Pronto Intervento 112 – Numero di emergenza unico europeo”, associata alla frase “i giovani disoccupati“.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’utilizzo di questi riferimenti avrebbe avuto lo scopo di indurre i cittadini a credere che la vendita fosse collegata a iniziative istituzionali o di carattere sociale, facendo leva sulla fiducia riposta nei servizi di emergenza.
All’interno dei kit, di provenienza non accertata, erano presenti diversi prodotti di uso sanitario e igienico: cerotti, mascherine, guanti, garze, fazzoletti, salviettine igieniche e una spugna.
Materiale che veniva proposto agli automobilisti attraverso confezioni ritenute ingannevoli dagli investigatori.
Al termine del controllo, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro dei nove kit medici rinvenuti in possesso dell’uomo.
I militari hanno inoltre sequestrato circa 400 euro in contanti, somma ritenuta verosimilmente riconducibile all’attività di vendita contestata.
Il 64enne è stato quindi deferito in stato di libertà all’Autorità giudiziaria.
L’operazione si inserisce nelle attività di controllo del territorio svolte dall’Arma dei Carabinieri per contrastare la commercializzazione di prodotti contraffatti e le possibili forme di raggiro ai danni dei cittadini.
Particolare attenzione viene riservata ai casi in cui simboli, denominazioni o riferimenti riconducibili a servizi pubblici vengono utilizzati per promuovere prodotti senza un collegamento istituzionale accertato.
Nel caso di San Giuseppe Jato, gli accertamenti hanno portato al sequestro della merce e alla denuncia del venditore.