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20.12.2018

Confiscati beni per 15 milioni di euro a Francesco Alamia: dai rapporti con i boss alla ragnatela imprenditoriale

di Redazione
Confiscati beni per 15 milioni di euro a Francesco Alamia: dai rapporti con i boss alla ragnatela imprenditoriale

PALERMO – Guai per Francesco Paolo Alamia, costruttore e immobiliarista originario di Villabate, in provincia di Palermo.

Infatti, secondo quanto riportata da La Repubblica, i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo hanno posto i sigilli a numerose proprietà dell’imprenditore, tra cui immobili, terreni, conti bancari e imprese, per un valore totale di 15 milioni di euro.

Oltre cinquant’anni di atti giudiziari e informazioni patrimoniali: Alamia era considerato già negli anni Settanta e Ottanta come imprenditore di riferimento dei boss Bernardo Provenzano e Totò Riina. Fu azionista del famoso gruppo italiano “Inim – Internazionale Immobiliare S.p.A.”, costituita prima a Palermo e poi con sede a Milano: l’azienda si occupava di acquistare le imprese fallite in Lombardia, Piemonte e Lazio per preordinare grandi operazioni di speculazione immobiliare ad alto tasso d’utile.

Importante, in questa circostanza, il contatto con Marcello Dell’Utri, che fungeva da mediatore tra l’imprenditoria milanese e la mafia. Alamia, invece, ne curava gli interessi.

Non spostadoci di troppo con gli anni, il nome di Alamia è stato messo sotto le luci della ribalta a seguito della scomparsa dell’imprenditore Antonio Maiorana e del figlio Stefano, avvenuta ad agosto 2007.

Ci saranno, probabilmente, ulteriori aggiornamenti per capire nello specifico i beni confiscati al noto imprenditore.

Immagine di repertorio