Applausi, urla di dolore e lacrime per le 9 vittime della tragedia di Casteldaccia: l’ultimo addio alla famiglia distrutta dalla furia del maltempo

Applausi, urla di dolore e lacrime per le 9 vittime della tragedia di Casteldaccia: l’ultimo addio alla famiglia distrutta dalla furia del maltempo

PALERMO – Si sono svolti oggi alle 11 i funerali delle 9 vittime della tragedia di Casteldaccia, in provincia di Palermo, dove nella notte tra sabato e domenica scorsi una terribile ondata di maltempo ha strappato alla vita un’intera famiglia, compresi due bambini Rachele Giordano, di appena un anno, e Francesco Rughò, di 3, e un adolescente, Federico Giordano, 15 anni.

La cerimonia si è tenuta nella Cattedrale del capoluogo regionale ed è stata celebrata da monsignor Giuseppe Oliveri. Poco prima dell’inizio della funzione, una parente delle vittime ha accusato un malore ed è svenuta.

Chiesa gremita di persone, amici, conoscenti o concittadini colpiti dalla terribile vicenda. Applausi commossi dell’intera folla all’arrivo dei feretri. Lacrime, pianti e strazianti urla di dolore da parte dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime. I corpi dei 3 piccoli sono stati racchiusi in tombe bianche. In quella della più piccina, Rachele, sono stati inseriti anche due peluche.

Palloncini bianchi e momenti di silenzio per le 9 vite spezzate troppo presto da un disastro naturale. I negozi nelle immediate vicinanze della chiesa sono rimasti chiusi per tutta la durata dei funerali.

Esequie “vietate” dai parenti delle vittime ai proprietari del villino dove 2 famiglie sono state sterminate.

Nel corso dell’omelia, monsignor Oliveri ha ricordato la necessità di “rendere giustizia a chi non c’è più, senza polemiche o rimpallo di responsabilità“.

La tragedia familiare ha gettato nella disperazione uno dei pochi sopravvissuti, Giuseppe Giordano, che ha perso la moglie, i figli, i genitori, il fratello, la sorella e il nipote di 3 anni. Oltre al dolore, però, nella comunità del paesino del Palermitano c’è anche rabbia per un terribile avvenimento che forse poteva essere evitato.

A poche ore dalla morte delle 9 vittime, una notizia ha scatenato un dibattito a livello regionale e nazionale, con interventi di autorità locali, come il sindaco di Casteldaccia (Giovanni Di Giacinto), il primo cittadino di Palermo (Leoluca Orlando) e del Codacons, e  nazionali, come il ministro dell’Ambiente (Sergio Costa): la villetta di contrada Cavallaro era abusiva, in quanto si trovava ad appena 150 metri dal fiume Milicia, che con la sua esondazione ha provocato la morte della famiglia. Ora si parla di disastro ambientale e omicidio colposo.

Oggi, però, è il momento del cordoglio e del dolore: per l’intera giornata, infatti, le bandiere delle sedi regionali rimarranno a mezz’asta in segno di rispetto per le vittime.

Fonte immagine: Repubblica.it