PALERMO – Tira una brutta aria all’interno del personale dei Beni Culturali della Regione Siciliana. Il salario accessorio che spetta dal 2016 non è stato ancora percepito e i sindacati autonomi non hanno partecipato per protesta all’incontro che è stato convocato ieri dal dirigente generale del ramo per l’apertura dei musei nei giorni festivi in deroga alle limitazioni contrattuali.
Le tre maggiori sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, invece hanno sottoscritto un accordo di minoranza e hanno chiesto così ai dipendenti di lavorare oltre i limiti contrattuali. Quello che viene denunciato dai sindacati autonomi, Cobas/Codir, Sadirs, Siad e Ugl/Fna, è la mancanza di un piano strategico e di un precisa proposta da parte dell’assessore per tutti gli utenti.
Tutto questo allo scopo di una maggiore fruizione da parte loro dei beni culturali, soprattutto adesso che la stagione estiva è alle porte.
I sindacati autonomi sottolineano che non verrà ratificato alcun accordo se prima non verrà aperto il tavolo negoziale sul contratto di lavoro e non arriverà il pagamento arretrato del salario accessorio. In merito a questo viene chiesto all’assessore ai Beni Culturali Sebastiano Tusa di intervenire nella vertenza.