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26.10.2026

Palermo, rientro a scuola dopo il terremoto: scontro tra presidi e Lagalla sui controlli

di Redazione | 3 min di lettura

Dopo lo sciame sismico nel Tirreno, polemica a Palermo sulle verifiche nelle scuole, l’Anp contesta le richieste del Comune.

Palermo, rientro a scuola dopo il terremoto: scontro tra presidi e Lagalla sui controlli
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Il ritorno in classe a Palermo è accompagnato dalle polemiche dopo lo sciame sismico che, a partire da venerdì scorso, ha interessato il capoluogo e la fascia costiera tirrenica. La scossa più intensa, di magnitudo momento 5.5, aveva costretto all’evacuazione degli istituti scolastici.

Le dichiarazioni dell’Anp

Al centro del confronto tra la sezione palermitana dell’Anp, l’associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, e il sindaco Roberto Lagalla ci sono i controlli sugli edifici scolastici richiesti dal Comune e dalla Città metropolitana, competente per gli istituti superiori.

“Non spettano ai dirigenti scolastici le verifiche sugli edifici scolastici per accertare eventuali crepe e lesioni provocate dalle scosse telluriche dei giorni scorsi. I dirigenti scolastici sono professionisti della dirigenza pubblica e dell’istruzione; non sono ingegneri strutturisti né tecnici edili. Chiedere a chi non possiede tali competenze di assumersi la responsabilità di valutare lo stato statico di pilastri, travi e solai significa esporre i dirigenti a gravissime responsabilità penali e civili, mettendo al contempo a repentaglio la sicurezza della comunità scolastica”, afferma Anna Maria Catalano, dirigente provinciale dell’Anp.

“E’ stato richiesto ai presidi, in qualità di datori di lavoro, di accertare l’eventuale presenza di ‘nuove lesioni, fessurazioni o distacchi su murature, solai, pilastri e travi’, nonché lo stato di controsoffitti e cornicioni, inviando una ‘conferma dell’esito’ entro il 26 o il 28 ottobre. Ci troviamo davanti all’elusione delle responsabilità degli enti proprietari: la manutenzione e la garanzia della sicurezza strutturale degli edifici scolastici spettano per legge agli enti locali proprietari degli immobili (Comune e Città metropolitana). Basta con lo scaricabarile verso i dirigenti scolastici”, aggiunge Catalano.

Le dichiarazioni di Chinnici

A sostegno dei dirigenti scolastici è intervenuta anche Valentina Chinnici, deputata all’Ars.

“La manutenzione e la garanzia della sicurezza strutturale degli edifici scolastici spettano per legge agli enti locali proprietari degli immobili – sottolinea Chinnici –. Le semplici osservazioni visive non equivalgono a una verifica di vulnerabilità sismica, che richiede prove specifiche e strumentali eseguite da professionisti qualificati. È paradossale che la stessa ordinanza del sindaco affidi alla Protezione civile comunale il compito di effettuare ‘mediante personale competente e in condizioni di sicurezza, le opportune verifiche sugli edifici’ e poi si pretenda di trasferire lo stesso onere sui presidi con una ‘verifica in via cautelativa e prudenziale’”.

La replica di Lagalla

La risposta del sindaco Roberto Lagalla è arrivata a stretto giro, con una precisazione sul tipo di controlli richiesti alle scuole.

“Leggo con stupore le dichiarazioni dell’Anp Palermo. La nostra nota era chiarissima: non abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici e agli Rspp (responsabili del servizio di prevenzione e protezione) di certificare l’agibilità degli edifici, né di assumersi responsabilità tecniche che non competono loro. Abbiamo chiesto una semplice ricognizione per segnalare eventuali criticità e consentire al Comune di individuare le priorità sulle quali intervenire tempestivamente. La stessa comunicazione specifica espressamente che queste verifiche non sostituiscono gli accertamenti di agibilità, che spettano a tecnici abilitati. È dunque francamente difficile comprendere come si possa parlare di scaricabarile”.

Il primo cittadino ribadisce quindi la disponibilità del Comune ad assumersi le responsabilità di propria competenza, chiedendo al contempo la collaborazione degli istituti.

“È proprio il Comune ad assumersi la responsabilità degli interventi di propria competenza e a chiedere la collaborazione delle scuole per avere un quadro più rapido e completo della situazione. Nessuno vuole trasferire responsabilità: vogliamo semplicemente lavorare insieme per garantire la sicurezza di studenti e personale. Spiace constatare che, ancora una volta, una richiesta istituzionale di collaborazione venga trasformata da alcuni in una polemica attraverso una lettura strumentale di un documento inequivocabile. In una situazione delicata come questa, servono serietà, responsabilità e collaborazione, non contrapposizioni pretestuose”.

Il precedente della polemica sulla legionella

Non è il primo confronto acceso tra i dirigenti scolastici e Lagalla. Nelle scorse settimane, infatti, le parti erano già state protagoniste di un botta e risposta, al quale si erano aggiunti gli interventi di alcuni consiglieri comunali. In quel caso, al centro della discussione c’era stata la chiusura per legionella di tre plessi dell’istituto comprensivo Virgilio Marone-Tomaselli.

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