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17.10.2026

Rapinato e sequestrato il titolare di un locale di Ortigia: costretto a prelevare soldi al bancomat, fermati due giovani

di Redazione | 2 min di lettura

La vittima, minacciata con una pistola mentre tornava a casa dopo il lavoro, sarebbe stata costretta a consegnare l'incasso della serata, prelevare altro denaro e accompagnare i rapinatori nella propria abitazione. In carcere due siracusani di 25 e 30 anni. Sequestrata una pistola a salve

Rapinato e sequestrato il titolare di un locale di Ortigia: costretto a prelevare soldi al bancomat, fermati due giovani
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Una rapina trasformata in un vero e proprio sequestro di persona, con il titolare di un locale di Ortigia costretto, sotto la minaccia di una pistola, a consegnare denaro e a seguire i suoi aggressori prima a uno sportello bancomat e successivamente nella propria abitazione.

È quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Siracusa, che hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di due giovani siracusani di 25 e 30 anni, accusati di sequestro di persona e rapina aggravata.

Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, al termine delle indagini avviate dopo l’episodio avvenuto lo scorso 10 settembre.

La rapina dopo il lavoro: commerciante minacciato con una pistola

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima, titolare di un’attività commerciale a Ortigia, aveva appena terminato la propria giornata lavorativa e stava facendo ritorno a casa quando sarebbe stata sorpresa dai due malviventi. Sotto la minaccia di una pistola, l’uomo sarebbe stato costretto a consegnare l’intero incasso della serata.

Ma i rapinatori non si sarebbero fermati al denaro già ottenuto.

Costretto a prelevare al bancomat e a consegnare i risparmi custoditi in casa

Stando alla ricostruzione della Polizia, i due avrebbero obbligato il commerciante a seguirli fino a uno sportello bancomat per prelevare altro denaro contante. Successivamente, la vittima sarebbe stata costretta ad accompagnare gli aggressori nella propria abitazione, dove i malviventi si sarebbero impossessati di ulteriori somme di denaro custodite all’interno di un salvadanaio.

Una sequenza di minacce e intimidazioni che ha portato gli investigatori a contestare, oltre alla rapina aggravata, anche il reato di sequestro di persona.

Le indagini della Squadra Mobile e il fermo dei due sospettati

Le indagini, condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Siracusa e coordinate dalla Procura, hanno consentito di raccogliere elementi investigativi a carico dei due giovani.

Gli accertamenti effettuati dagli investigatori hanno portato l’Autorità giudiziaria a emettere il provvedimento di fermo, eseguito dalla Polizia di Stato.

Trovata una pistola nell’abitazione del trentenne: era a salve

Nel corso delle attività investigative, gli agenti hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione del trentenne. All’interno dell’immobile è stata rinvenuta e sequestrata una pistola, ritenuta presumibilmente quella utilizzata per minacciare il commerciante durante la rapina.

I successivi accertamenti tecnici hanno permesso di stabilire che l’arma era una pistola a salve.

I due giovani trasferiti in carcere

Al termine delle formalità di rito, i due fermati sono stati condotti in carcere, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Le loro posizioni saranno esaminate nel corso del procedimento penale.

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