Cerca nel sito

22.10.2026

Logo Calcio Catania: quando il gioco vale la candela.

di Concetto Sciuto | 1 min di lettura
Logo Calcio Catania: quando il gioco vale la candela.

Alla fine ha vinto chi doveva vincere, a chi era giusto che rimanesse il simbolo per antonomasia di una squadra di calcio: il logo. Prezzo pagato? altissimo! Certo, a poco più di metà gara sembrava che fosse diventata (o lo era?)  una questione personale e così nessuno dei due contendenti voleva mollare con il prezzo che lievitava a colpi di migliaia di euro. I tifosi, come sempre, divisi su due fronti: chi, superati i 150.000 euro, chiedeva di lasciare perdere perché in fondo per questa cifra non valesse più la pena, e chi, invece, chiedeva di continuare perché il logo è intoccabile ed è sintesi di tutta la loro passione. Se Esopo non ci avesse già scritto una favola (Il ragazzo, il vecchio e l’asino) avrebbe tratto spunto da questa vicenda che, siamo certi, continuerà a dividere ancora per diverso tempo. Vero è che se spostassimo il tutto sul piano storico/identitario non c’è prezzo, se invece volessimo rimanere su quello della razionalità imprenditoriale nulla di più errato pagare una cifra così alta per un simbolo. Chi ha ragione? Il cuore o la mente? E quale storia, identità e passione catanese può coinvolgere così tanto un imprenditore di Melbourne? La risposta cerchiamola in quel simbolo e nel potere, come tutti i simboli, di racchiudere in pochi tratti di penna decenni di sacrifici, dispiaceri e gioie ma anche… lutti. Lo sanno bene le agenzie pubblicitarie cosa significa un claim, un packaging e…un logo ben costruiti per il loro fine e se a questo aggiungi tutto ciò che abbiamo già detto, forse sì che il gioco ne valesse la candela, anzi 250.000 candele per illuminare una storia, si spera, ancora tutta da riscrivere, magari cominciando dalla lettera B. 

12:09