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30.07.2026

Dalle ultime del calcio nazionale

di Redazione | 4 min di lettura

Lo sport odierno ha smarrito la strada, ma come si fa a riprenderla?

Dalle ultime del calcio nazionale

Stiamo rivedendo ancora una volta un film già visto molte volte. Mentre può essere simpatico e anche bello rivedere un bel film, perché può essere un momento “gustoso”, assaporandone appieno, i particolari, la finezza dei colori, l’interpretazione accattivante, la musica coinvolgente, la bravura degli attori e quant’altro, è raro che un film che ci ha destato indifferenza, o addirittura sensazioni più o meno negative, si possa rivedere. 

Ebbene, ciò a cui stiamo assistendo nel calcio, pur essendo un film già stantio, sembra una riedizione ricostruita con approfondimento di particolari che a noi, non addetti ai lavori, vengono propinati come novità. La novità consiste nel farci vedere quanto è grande il carrozzone del calcio della nazionale. Francamente non pensavo che fossero tanti i nomi; è un esercito del quale non si comprendono le funzioni. Ecco! Questa è la novità. 

In questi giorni abbiamo visto e continuiamo a vedere, le lotte intestine, i giochi di potere per accaparrarsi le migliori fette di questo, posso dirlo, enorme numero di persone che dovrebbero dirigere e rinnovare il calcio nazionale. Parole, parole, un’infinità di parole che spesso sanno di falso, di circostanza, ma senza un vero costrutto. C’è da chiedersi se in questo corposo numero di addetti ai lavori, ci sia qualcuno che abbia centrato, almeno a parole, ciò che serve alla nazionale per rinascere e poter mettere giù una squadra che possa combattere ad armi pari in campo mondiale.

Ho avuto modo di dire le stesse cose diverse volte, ma non vedo e non sento qualcuno accennare a quei problemi che hanno tradito il calcio italiano. Questo è lo sport? Un fiume di bugie dette ad arte per illudere l’amor proprio dei tifosi del calcio. Francamente non penso che la gente sia costituita tutta da persone prive di intelligenza, per propinare paroloni che annebbiano il cielo dello sport. Ascoltando le interviste sembra che il problema sia già risolto, basta solo dare il via al carrozzone. Ma è possibile che fra tutti questi personaggi, non ci sia nessuno che abbia il “coraggio” di dire come stanno le cose, oppure tutti si sentono ormai appagati da ciò che guadagneranno? Tanto, ancora qualche giorno e l’attenzione dei molti si riverserà, come al solito, verso il campionato italiano: la panacea che non fa pensare al dolore. Il grido che si alza rimane inascoltato.

I punti più importanti sono:

  1. Il settore giovanile, dove l’attenzione è riversata verso un investimento facile, acquistando a poco prezzo giovani africani o dei Paesi dell’Est. E allora, dove si “producono” i talenti italiani? È questo il più importante problema del calcio italiano, ma ci vuole molto tempo per poter risolvere il problema. È il primo scontro fra l’équipe tecnica della nazionale e i club delle serie maggiori. 
  2. Divulgare la cultura della metodologia dell’allenamento. Quanta ignoranza in questo settore! Bisogna far capire ai numerosissimi istruttori che cosa è l’allenamento in campo giovanile, senza dover copiare letteralmente ciò che fanno i “grandi”. Bisogna rendersi conto di come si fa e perché e magari capire che ciò che si fa per uno, potrebbe essere non adatto all’altro.

Ciò per un progetto a media e lunga distanza, mentre nel contempo, per affrontare i problemi immediati e mediati, lo scontro con gli interessi finanziari delle società, assume un aspetto ancora più difficile di quelli esposti, perché esige una collaborazione, da noi inedita, perché:

  1. È necessario un costante rapporto con gli atleti di interesse della nazionale. Il che significa che le varie società dovrebbero dare più collaborazione, lasciando che gli atleti di interesse siano presenti ai raduni tecnici con l’équipe della nazionale, senza porre i soliti ostacoli. È anche vero che l’atleta costa parecchio alla società sportiva e se si fa male, il danno lo riceve, questa. Privarsi anche se per piccoli periodi di atleti per inviarli ai raduni, ha un costo anche tecnico e metodologico, in quanto gli atleti convocati periodicamente dovrebbero seguire due concetti tecnici, ma non due preparazioni fisiche; ciò dovrebbe diventare un anello di congiunzione fra le due équipe. Il lavoro fisico dovrebbe essere solo appannaggio del preparatore della squadra e pertanto il preparatore della nazionale dovrebbe mettersi in stretto rapporto con quello della società cui l’atleta appartiene. Facile, no?!
  2. I tecnici della nazionale dovrebbero seguire, anche in sede, gli atleti di loro interesse per capire ciò che è meglio fare per gli atleti, ma anche, se si vuole, stringere i rapporti con i tecnici delle loro società e magari collaborando con loro.

Questo potrebbe essere un suggerimento, ma non credo che l’équipe tecnica della nazionale non ne sia a conoscenza. Per il momento ascoltiamo parole a fiumi che, se fossero vere e sentite, rappresenterebbero un buon avvio verso un vero miglioramento e una speranza reale di riscatto. Beh, si dice che raggiunto il fondo, si pensa alla ripresa. Si, ma ciò da tanto tempo è già successo e di ripresa non se ne vede. Diciamo che lo sport odierno ha smarrito la strada, ma come si fa a riprenderla? Forse con una montagna di soldi si potrebbe ritrovarla, oppure con una maggiore dignità ed il rispetto della propria patria.

Alfio Cazzetta       

11:58