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29.05.2026

Legalità, impegno e talento: gli studenti della sede di Gravina del Liceo Lombardo Radice protagonisti al Tribunale di Catania con l’associazione Libera Impresa

di Redazione | 2 min di lettura

Gli studenti si sono distinti per sensiblità, profondità di analisi e forte coscienza civica sui temi della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata

Legalità, impegno e talento: gli studenti della sede di Gravina del Liceo Lombardo Radice protagonisti al Tribunale di Catania con l’associazione Libera Impresa

Grande soddisfazione per il nostro istituto e, in particolare, per il Liceo delle Scienze Umane G. Lombardo Radice” – sede distaccata di Gravina di Catania (guidata dal dirigente scolastico Gianluca Rapisarda), protagonista di un importante riconoscimento nell’ambito della Borsa di studio sul merito promossa dall’associaziine Libera Impresa con sede a Belpasso.

Nel prestigioso scenario del Palazzo di Giustizia di Catania, presso la Biblioteca Nino Magnano di San Lio, giorno 26 maggio si è svolta la cerimonia di premiazione che ha visto brillare gli studenti della scuola, capaci di distinguersi per sensibilità, profondità di analisi e forte coscienza civica sui temi della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata.

A conquistare il primo posto assoluto è stato lo studente Michele Marullo, autore del saggio dal titolo “La mafia teme la scuola più della giustizia”, celebre espressione del magistrato Antonino Caponnetto. Il lavoro, dedicato ai temi della devianza giovanile, della mafia e dell’educazione alla legalità, ha colpito la commissione per maturità espressiva, profondità critica e intensità del messaggio educativo.

Per Michele è arrivato un riconoscimento particolarmente prestigioso: targhe celebrative e un premio del valore di 200 euro, simbolo concreto dell’impegno e della passione dimostrati nel percorso di riflessione e ricerca.

La cerimonia ha rappresentato però una vittoria collettiva per tutta la sede di Gravina, che ha visto protagonisti anche gli studenti Martina Scardaci e Karim Pulvirenti, confermando la qualità del lavoro educativo svolto all’interno del nostro istituto.

L’emozione della giornata è stata resa ancora più intensa dalla consapevolezza di aver affrontato temi delicati e fondamentali per la crescita delle nuove generazioni: il rifiuto della cultura mafiosa, il valore della denuncia, la responsabilità civile e il ruolo della scuola come presidio di libertà e coscienza critica.

Referente del progetto la professoressa Mariangela Bellofiore, che ha guidato gli studenti in un percorso formativo centrato sui temi della legalità, della cittadinanza attiva e del contrasto alla devianza sociale.

Quella vissuta al Tribunale di Catania è stata una vittoria tanto inaspettata quanto meritata: non soltanto un premio scolastico, ma la dimostrazione concreta che la scuola può ancora formare coscienze, coltivare pensiero critico e accendere nei giovani il coraggio della responsabilità e della libertà.

In un tempo in cui spesso prevalgono indifferenza e disillusione, gli studenti hanno dimostrato che cultura, conoscenza e impegno civile rappresentano ancora gli strumenti più forti per costruire un futuro migliore. Perché, come ricordava Caponnetto, la mafia teme davvero la scuola più della giustizia.

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