Nelle ultime sedute un rimbalzo tecnico ha interessato tutte le piazze finanziarie a livello globale, allontanando le quotazioni degli indici dai bottom di periodo. Sebbene un upward trend di tale intensità mancasse da un po’ di tempo, tantissimi analisti finanziari invitano alla prudenza: a preoccupare gli esperti, nella fattispecie, non è tanto la profondità dei ribassi fin qui registrati da Gennaio -la maggior parte dei benchmark non ha ancora oltrepassato la soglia spartiacque del -20% dai massimi, che identifica il passaggio da un mercato toro ad un mercato orso-, quanto la dinamica attraverso cui il movimento si sta delineando.
Difatti rispetto a tutte le tendenze ribassiste, più o meno marcate, degli ultimi anni -persino rispetto al violento Covid crash– la fase di recovery sta iniziando ad estendersi oltremodo da un punto di vista temporale: si tratta di configurazioni che ricordano pericolosamente inversioni di tendenza, in cui i bear rally rappresentano occasioni per alleggerire le posizioni.
La complessa situazione degli equity market coincide con un passaggio decisamente sfavorevole anche per il comparto dei bond, già sotto pressione, appesantito ulteriormente dalle guidance delle principali Banche Centrali che hanno dato il via ad un ciclo restrittivo di politica monetaria. Il tutto, naturalmente, deve essere contestualizzato in una congiuntura caratterizzata da livelli di inflazione che nelle economie avanzate occidentali non si registravano da oltre 30 anni e una crisi geopolitica che esaspera il problema dell’aumento dei prezzi e al consumo e alla produzione.
Sulla scorta di tali considerazioni appare chiaro come sia opportuno nell’immediato futuro privilegiare ancora strategie di breve termine. Persino i risparmiatori sprovvisti delle competenze per implementare un approccio di questo tipo possono replicare passivamente un modus operandi, utilizzando i segnali di trading. Si tratta di avvisi contenenti un’analisi su un determinato strumento finanziario oppure le istruzioni per effettuare operazioni di compravendita sullo stesso. Naturalmente è importante capire bene come scegliere i segnali di trading per implementare le strategie di investimento e tutelare il proprio capitale.
L’invio dei segnali di trading avviene solitamente attraverso software o più semplicemente mediante dispositivi di messaggeria –posta elettronica, sms, applicazioni per smartphone– e il segnale può essere generato sia da un algoritmo, che sta alla base di un sistema automatico, sia dal metodo discrezionale di un professionista del settore. Di solito le raccomandazioni gestite da un trading system possono essere replicate istantaneamente su un conto di destinazione senza alcun intervento manuale.
È chiaro che, per affidarsi a una strategia del genere, bisogna accertarsi che sia applicato dal distributore un corretto money management: spesso gli investitori hanno la possibilità di valutare un track record prima di sottoscrivere il servizio di segnali di trading e, nel caso di metodologie sistematiche, si può valutare addirittura un backtest dell’operatività.
Nonostante ciò, se non in presenza di un sistema di certificazione della strategia in riferimento alle performance maturate e al rischio assunto, una certezza granitica dell’efficacia del servizio non è possibile averla. E lo stesso discorso vale tanto per i servizi di distribuzione gratuiti quanto per i servizi a pagamento.
Nel mondo degli investimenti online sui canali over the counter gli investitori sono agevolati nel non semplice compito di selezionare un provider di segnali di trading, grazie al supporto dei broker, che spesso predispongono dispositivi di questo tipo direttamente all’interno della gamma dei servizi.
Le piattaforme di negoziazione più evolute hanno la possibilità di interfacciarsi con plugin o expert advisor che gli utenti hanno nella propria disponibilità a titolo gratuito; inoltre, anche se il meccanismo di distribuzione della strategia è differente rispetto agli standard, su numerosi tool si può utilizzare il copy trading, un network a tema finanziario che consente di condividere e reiterare le idee di investimento degli iscritti.