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Fortuna o abilità? Cosa serve per essere un giocatore di poker

di Redazione
Fortuna o abilità? Cosa serve per essere un giocatore di poker

Il celebre gioco di carte da alcuni è considerato un gioco in cui contano le capacità del giocatore, mentre per altri è un gioco di pura fortuna. Chi avrà ragione?

 

Per molti il poker è solo un gioco di carte, ma negli ultimi anni sempre più persone in tutto il mondo hanno iniziato a considerare il poker un vero e proprio sport. Per loro, infatti, l’abilità è un fattore che conta di più rispetto alla Dea bendata, che pure rimane una delle variabili da tenere in considerazione.

Chi ha ragione? Il poker è un gioco in cui conta maggiormente l’abilità o la fortuna? In questo articolo cercheremo di rispondere a questa domanda, approfondendo gli aspetti meno conosciuti del gioco di carte più famoso del mondo.

 

Gioco d’abilità o d’azzardo?

Innanzitutto, dobbiamo chiarire la differenza tra gioco d’azzardo e gioco d’abilità. Il primo si riferisce a quei giochi in cui il risultato non può essere in alcun modo influenzato dalle decisioni del giocatore: si parla in questo caso di giochi d’azzardo puro. Ne è un esempio la roulette, un classico gioco da casinò nel quale i giocatori scommettono dei soldi su un risultato sul quale non hanno nessun tipo di controllo: non c’è infatti modo per influenzare o cambiare la casella nella quale la pallina si fermerà.

Un altro esempio di gioco d’azzardo puro è dato dalle slot machine, sia quelle tradizionali a rulli sia quelle elettroniche. In entrambi i casi le combinazioni di figure sono assolutamente casuali e il giocatore non ha la possibilità di modificare il risultato. Nelle moderne slot online le combinazioni a cui sono associate le figure che si vedono sullo schermo sono determinate da un software che genera numeri casuali, chiamato RNG (Random Number Generator).

In entrambi i giochi sopra citati non è possibile impostare alcun tipo di strategia comprovabile in modo scientifico, perché la casualità è l’unica variabile che determina il risultato. Quando si gioca alla roulette o alle slot machine è bene considerarle – consapevolmente – un divertimento fine a sé stesso, in cui la fortuna (o meglio, la probabilità) determinerà il nostro risultato.

I giochi d’abilità, invece, sono tutti quelli in cui le capacità del giocatore determinano il risultato finale, mentre la fortuna non ha alcuna rilevanza. Un classico esempio di gioco d’abilità è dato dagli scacchi, un gioco tradizionale nel quale i due giocatori si fronteggiano alla pari e vince quello che ha la strategia più forte o fa meno errori, oppure è capace di sfruttare al meglio le debolezze dell’avversario.

Per migliorare a scacchi non serve affidarsi alla fortuna, ma è necessario imparare le strategie più efficaci per contrastare determinate mosse dell’avversario. Anche solo la prima mossa è importante in questo gioco, dato che esistono diversi tipi di aperture che portano a diverse tipologie di sviluppo dei pezzi, che i giocatori esperti conoscono e sono in grado di prevedere.

 

Cosa si intende per poker sportivo

Ma il poker è un gioco d’abilità o un gioco d’azzardo puro? La risposta a questa domanda è molto più complessa di quanto possa sembrare a primo impatto. Se dovessimo rispondere in modo sintetico potremmo affermare che il poker si trova un po’ a metà strada, cioè è un gioco d’azzardo in cui l’abilità del giocatore è in grado di influenzare il risultato. Ma non tutti concordano con questa definizione, in entrambi i sensi: cioè, i pokeristi affermano che si tratti di un gioco in cui a prevalere sono le capacità umane, mentre i detrattori ritengono che la fortuna sia dominante.

Negli ultimi decenni si è sviluppata la definizione di “poker sportivo”, in particolare da quando a partire dalla fine degli anni ’60 sono stati organizzati i primi tornei di poker dal vivo. Fino ad allora, infatti, il poker era sempre stato relegato nei casinò o, peggio, negli ambienti clandestini legati addirittura alla criminalità.

Se c’è un merito da riconoscere al movimento del poker moderno è infatti proprio quello di rivalutato e se vogliamo “ripulito” l’immagine di questo gioco, tanto da considerarlo un vero e proprio sport. Chi sostiene che il poker sia una disciplina sportiva è convinto che le abilità siano dominanti rispetto alla fortuna. Ne sarebbe una dimostrazione il fatto che nei tavoli finali dei tornei più importanti al mondo, come le World Series of Poker (WSOP) di Las Vegas, siedono quasi sempre i giocatori considerati più forti in quel momento e raramente dei principianti molto fortunati.

In questi tornei si gioca prevalentemente il cosiddetto poker alla Texana o Texas Hold’em, la specialità che ha acquisito maggiore popolarità negli ultimi decenni, sia nei tornei che online. Attualmente, infatti, si gioca più raramente il poker tradizionale o all’italiana, mentre risultano abbastanza diffuse altre specialità, oggi disponibili sulle più complete piattaforme di gioco online. Nel mercato online esiste un operatore che si è distinto fin da subito come il provider di gioco online migliore in Italia. Attraverso questo sito, è possibile cimentarsi in partite online e sfidare giocatori di ogni livello, per poter incrementare e testare le proprie abilità. Tra i giochi più amati ci sono sicuramente il poker classico e varianti più veloci come il Poker Blast e lo Snap Poker. Sicuramente, però, il gioco più popolare offerto da questo sito è una delle varianti del poker a carte comunitarie: l’Omaha Poker.

Anche la figura stessa del giocatore di poker professionista è a favore di questa visione del poker. Si tratta di giocatori che hanno deciso di fare del poker la loro fonte di reddito principale e pertanto si dedicano a tempo pieno a questa attività. I risultati che questi giocatori ottengono li portano ad ottenere una stabilità economica nel tempo che sarebbe incompatibile con la sola fortuna.

In alcuni casi, i giocatori migliori riescono non solo ad avere un’entrata economica costante, ma diventano addirittura milionari. I poker player più abili al mondo riescono ad accumulare dei patrimoni multimilionari nel corso della loro carriera, esattamente come gli sportivi delle discipline più seguire come il calcio, la Formula Uno o il basket.

La star del poker Daniel Negreanu, vincitore di sei braccialetti delle WSOP e di due titoli World Poker Tour, è riuscito ad accumulare ad oggi ben 27 milioni di dollari di montepremi. Lo statunitense Erik Seidel, vincitore di otto braccialetti delle World Series of Poker, ha accumulato invece dalle sole vincite un patrimonio di 23 milioni di dollari fino ad oggi. In entrambi i casi vanno aggiunti i compensi derivanti dalle sponsorizzazioni e da altre attività collegate al poker. Restando in Italia, il giocatore partenopeo Dario Sammartino è il giocatore che ha guadagnato di più in assoluto con vincite superiori ai 14 milioni di dollari.

 

I fattori da prendere in considerazione

Per decidere se il poker è un gioco d’abilità o di fortuna sono stati fatti anche degli esperimenti scientifici. In particolare, è stato effettuato uno studio, pubblicato sul Journal of Gambling Studies, che ha coinvolto un gruppo di trecento partecipanti, divisi in giocatore esperti e non esperti. Tutti i partecipanti hanno giocato 60 mani di poker nella specialità Texas Hold’em con fixed deals, in modo che i giocatori potesse ottenere in modo consistente delle mani giudicate positive, negative o neutre.

I ricercatori hanno evidenziato che non c’era una sostanziale differenza tra la quantità di denaro vinta dagli esperti rispetto ai non esperti, arrivando alla conclusione che nelle 60 mani giocate il livello di abilità non era stato in grado di influenzare in modo concreto i risultati. Il poker è quindi un gioco di sola fortuna? Probabilmente per andare in fondo alla questione bisogna prendere in considerazione altri due fattori: l’elemento umano e il periodo di tempo considerato.

 

H3: Il fattore umano

Il poker giocato nei tornei live si svolge dal vivo e i giocatori si ritrovano faccia a faccia allo stesso tavolo. Una gran parte delle abilità di un giocatore di poker esperto è data dalle sue capacità psicologiche, prima ancora che dalla conoscenza della probabilità o delle strategie più forti. In molti ritengono che il poker sia un gioco psicologico: è fondamentale, infatti, avere l’abilità di carpire delle informazioni dal linguaggio del corpo dell’avversario, semplicemente analizzandone gli atteggiamenti e il comportamento inconscio. Parallelamente è molto importante controllare il proprio corpo e la propria mimica facciale per non dare a propria volta delle informazioni utili agli avversari.

 

H3: L’orizzonte temporale

L’altro elemento da considerare è il periodo di tempo su cui si valutano i risultati. La maggior parte dei giocatori di poker professionisti, infatti, non è interessata a vincere in una singola partita o nell’arco di qualche giorno, ma ha l’obiettivo di risultare vincente nel lungo periodo.

Questo aspetto del poker è legato alla matematica e in particolare ad un concetto chiamato varianza: senza entrare troppo nello specifico, possiamo dire che si tratta della differenza tra quello che ci attendiamo di vincere e i risultati che effettivamente otteniamo in un arco di tempo sufficientemente lungo. La varianza diminuisce con l’aumentare delle mani giocate e se si gioca molto (nell’ordine delle migliaia di mani al mese ad esempio) è possibile abbassare la varianza o addirittura portarla vicino allo zero.

 

Per concludere, abbiamo visto che definire il poker un gioco di fortuna o di abilità è più complesso del previsto e impone di considerare l’aspetto psicologico del gioco e la quantità di mani giocate in un determinato periodo di tempo. Per il giocatore occasionale, probabilmente, a prevalere sarà sempre l’influenza della Dea bendata…