La rubrica Terza Pagina di Cinzia Di Mauro
Non so cosa accadrà con voi, ma il mio interesse si è acceso pian pian durante la lettura fino a far divampare un incendio di passione. Come ammette lo stesso autore, non è tanto il cosa, ma il come lo racconti a fare la differenza e David Mitchell col suo Cloud Atlas sa gestire generi, punti di vista, voci narranti, piani temporali e una straordinaria struttura a incrocio. Il risultato è davvero spiazzante e coinvolgente.
Si comincia a leggere la storia di un Adam Ewing, notaio in viaggio marittimo di lavoro per mete esotiche nel tardo ‘800, e ci si perde nel suo diario su incontri con popolazioni primitive, coloni e diverse canaglie di bianchi. Il diario viene interrotto bruscamente per ritrovarci catapultati nel 1931 in Olanda, dove un compositore inglese, figlio diseredato di un nobile, in cerca di fortuna e di un mentore presso un ormai malato genio musicale, trova proprio il suddetto diario e narra le proprie vicende attraverso le lettere inviate a Sixsmith. Anche in questo caso la storia si sospende per arrivare negli anni ’70 negli Stati Uniti, dove una giornalista, tale Luisa Rey, indaga su una sordida speculazione che potrebbe mettere a repentaglio la vita di milioni di persone. E ovviamente, non è più un caso, a raccontargliela è proprio quel Sixsmith, fisico di fama internazionale. In qualità di manoscritto, il racconto precedente giunge al vaglio editoriale (negli anni ’90?) di Tim Cavendish, che deve sfuggire alle pretese di una famiglia di un delinquente, velleitario scrittore, divenuto famoso suo malgrado, e di una casa di cura per anziani. Quindi, siamo proiettati in un futuro non ben precisato, totalmente distopico, in cui il sistema capitalistico consumistico è assurto a dittatura, utilizzando un neo schiavismo con umani “genomati”, modificati geneticamente in serie. Qui Cavendish risulta una sorta di guru del passato con tanto di statua. Voce narrante è proprio uno di questi cloni, Sonmi-451, interrogata dopo una sua mutazione. Infine (ma non poi così tanto ;)) c’è una Terra post apocalittica regredita a società primitive, per lo più, in cui Sonmi è diventata una divinità.
Tuttavia, quando meno te l’aspetti, ecco che si torna indietro nel tempo, fino ad Ewing. Siamo passati così anche attraverso generi narrativi differenti, il diario, le epistole, il giallo, il tragicomico, il distopico e il post apocalittico, per scoprire che non c’è solo un’enorme bravura in questa organizzazione, bensì una tematica che unisce in modo fortissimo: la sopraffazione, la prevaricazione, la violenza. L’homo homini lupus, da Plauto a Hobbes, ci viene ricordato, mostrato attraverso tutte le epoche e civiltà, come l’attitudine umana che la condurrà al suo triste destino di distruzione, per ricominciare ancora e ancora in un ciclo senza fine. E Atlante delle nuvole perché? È la composizione nata dal geniale inglese che narra il tutto e il niente proprio di questo nostro procedere senza senso.
La Luger è qui. Tredici minuti alla fine. Ovvio che sento trepidazione, ma il mio amore per questa cosa è più forte. Un brivido elettrico perché, come Adrian, so che sto per morire. Orgoglio: vedrò quel che c’è dopo. Certezze. Quando ti spogli delle credenze che ti hanno passato le governanti, le scuole e gli Stati, trovi verità indelebili dentro di te. Roma andrà in declino e crolelrà di nuovo. Cortázar farà di nuovo vela e poi anche Ewing, Adrian darà di nuovo fatto a pezzi, tu e io dormiremo di nuovo sotto le stelle della Corsica, verrò di nuovo a Bruges, mi innamorerò e disamorerò di Eva, tu leggerai di nuovo e il sole di nuovo diventerà freddo. Un disco sul grammofono di Nietzsche. Quando finisce, il Grande Vecchio lo rimette, per l’eternità delle eternità.
Buona lettura e buone riflessioni ☺
Ah, quasi dimenticavo, dal mese scorso è disponibile in libreria e in tutti gli store online il mio La storia vera di un killer nano, la falsa autobiografia di quella simpatica canaglia di Tano Guglielmino (menzione speciale al Premio Calvino). Non perdetevela, vi divertirete!
Non solo: giorno 17 ottobre h 17.30 vi aspetto tutti alla libreria Mondadori di piazza Roma a Catania, insieme alla prof.ssa Francesca Bonaccorsi e all’associazione teatrale “Mondo” per la prima presentazione del romanzo.

Cinzia Di Mauro, autrice catanese di un noir umoristico La storia vera di un killer nano (segnalato al Premio Calvino, Delos Digital), di un romanzo distopico Finisterrae (Delos Digital, Trofeo Cassiopea 2026, miglior romanzo di fantascienza), e di Pangolino mon amour! (All Around), tragicomico racconto dell’epoca covid, di una trilogia di fantascienza Genius (finalista Urania e Delos, Ledizioni Milano), di un thriller sull’alta finanza Paso doble, di I love Meteorite, romanzo grottesco su una famiglia e un mondo distopico.