Cerca nel sito

11.10.2026

Rigenerazione urbana e riscatto sociale: il successo di “Studi Aperti” all’OFA di Orazio Ficarra

di Modestina Sapia | 3 min di lettura

Lo studio OFA (Orazio Ficarra Architettura) ha aperto le sue porte alla comunità in occasione della manifestazione nazionale "Open! Studi Aperti 2026"

Rigenerazione urbana e riscatto sociale: il successo di “Studi Aperti” all’OFA di Orazio Ficarra
Indice

Ieri pomeriggio, a Catania, lo studio OFA (Orazio Ficarra Architettura) ha aperto le sue porte alla comunità in occasione della manifestazione nazionale “Open! Studi Aperti 2026”, promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC). L’evento, intitolato significativamente “Architettura social…e”, si è tenuto a partire dalle ore 18:30 nella sede di Via De Amicis 1/A.

L’appuntamento ha assunto una doppia valenza simbolica: l’adesione all’iniziativa nazionale è stata infatti l’occasione ideale per inaugurare ufficialmente i nuovi spazi lavorativi dello studio. Rifiutando la rigidità di una classica tavola rotonda, l’incontro è stato concepito come una vera e propria “piazza-studio” circolare e aperta. In questa atmosfera di scambio, gli ospiti hanno potuto confrontarsi liberamente durante un aperitivo, scoprendo la visione etica di un fare architettura che mette al centro le persone.

A guidare il dialogo è stato lo stesso architetto Orazio Ficarra, che ha voluto interpretare il tema nazionale dell’architettura condivisa attraverso una suggestiva chiave di lettura contemporanea. Nei suoi interventi, Ficarra ha sottolineato come i social network e la comunicazione digitale rappresentino oggi le nostre piazze moderne, garantendo una straordinaria immediatezza e velocità nella condivisione dei progetti. Tuttavia, lo strumento informatico perde di significato se non si traduce in un reale rapporto umano: il “social” deve necessariamente mettersi al servizio del “sociale”, diventando il mezzo per ascoltare le istanze della collettività. Secondo il progettista, infatti, sono i cittadini in primo luogo a dover esprimere le proprie esigenze e i propri problemi, che l’architettura ha poi il dovere di risolvere sul campo.

I progetti: sintesi perfetta tra intelligenza urbana e riscatto sociale

Per dare corpo a questa filosofia, lo studio ha presentato due importanti interventi sul territorio catanese che incarnano perfettamente il concetto di rigenerazione, arricchiti dalle voci di chi li vive in prima linea:

  • “La piazza che vorrei” per Santa Lucia (Quartiere Ognina-Picanello): un progetto ambizioso nato dall’incontro tra l’architetto Ficarra e la parrocchia locale. L’intervento mira a convertire lo spazio antistante la chiesa di Santa Lucia in un luogo di rinascita a forte valenza educativa. Si tratta di un percorso partecipativo che parte dai bisogni dei bambini e delle famiglie per arrivare a coinvolgere le realtà lavorative e il mondo universitario.

    A testimoniare l’urgenza di questo recupero è padre Gerardo Bouzada, parroco della chiesa Santa Lucia in Ognina Picanello: “Sono davvero felice di questa collaborazione con Orazio, che è un papà del quartiere attento ai nostri problemi. La piazza oggi è un simbolo di degrado, ma racchiude una straordinaria opportunità di riscatto. Il nostro sogno è che questo spazio si trasformi in un centro educativo e in un punto di rinascita per l’intero quartiere di Picanello”.
  • I laboratori dell’ITS Academy di Catania (Via della Filanda): un’opera di riqualificazione già consolidata e funzionante, che ha permesso di trasformare spazi preesistenti dell’Istituto di Incremento Ippico in laboratori didattici d’avanguardia dedicati alla logistica e alla tecnologia. Questo polo formativo si rivolge in modo particolare ai giovani di diverse fasce d’età che si apprestano a intraprendere un percorso professionale, legando indissolubilmente la dimensione sociale all’innovazione tecnologica.

    L’impatto reale di questa visione è stato confermato da Brigida Morsellino, Direttore Generale della Fondazione ITS Mobilità Sostenibile Trasporti Catania: “La nostra nuova sede era un’area un tempo diroccata, povera e isolata, oggi rinata grazie a un lavoro certosino e ai fondi del PNRR. L’architettura diventa autenticamente sociale quando non si limita alla ricerca estetica o funzionale, ma si impegna a risanare contesti fragili. Qualunque lavoro o forma d’arte acquisisce un valore profondo se orientata al bene comune e alla cura della comunità”.

La serata si è conclusa confermando l’assunto principale dell’evento: la rigenerazione di una città come Catania non può prescindere da una profonda circolarità, un dare e ricevere continuo tra il professionista e il tessuto umano che abita il territorio

09:02