Lo studio OFA (Orazio Ficarra Architettura) ha aperto le sue porte alla comunità in occasione della manifestazione nazionale "Open! Studi Aperti 2026"
Ieri pomeriggio, a Catania, lo studio OFA (Orazio Ficarra Architettura) ha aperto le sue porte alla comunità in occasione della manifestazione nazionale “Open! Studi Aperti 2026”, promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC). L’evento, intitolato significativamente “Architettura social…e”, si è tenuto a partire dalle ore 18:30 nella sede di Via De Amicis 1/A.
L’appuntamento ha assunto una doppia valenza simbolica: l’adesione all’iniziativa nazionale è stata infatti l’occasione ideale per inaugurare ufficialmente i nuovi spazi lavorativi dello studio. Rifiutando la rigidità di una classica tavola rotonda, l’incontro è stato concepito come una vera e propria “piazza-studio” circolare e aperta. In questa atmosfera di scambio, gli ospiti hanno potuto confrontarsi liberamente durante un aperitivo, scoprendo la visione etica di un fare architettura che mette al centro le persone.
A guidare il dialogo è stato lo stesso architetto Orazio Ficarra, che ha voluto interpretare il tema nazionale dell’architettura condivisa attraverso una suggestiva chiave di lettura contemporanea. Nei suoi interventi, Ficarra ha sottolineato come i social network e la comunicazione digitale rappresentino oggi le nostre piazze moderne, garantendo una straordinaria immediatezza e velocità nella condivisione dei progetti. Tuttavia, lo strumento informatico perde di significato se non si traduce in un reale rapporto umano: il “social” deve necessariamente mettersi al servizio del “sociale”, diventando il mezzo per ascoltare le istanze della collettività. Secondo il progettista, infatti, sono i cittadini in primo luogo a dover esprimere le proprie esigenze e i propri problemi, che l’architettura ha poi il dovere di risolvere sul campo.
Per dare corpo a questa filosofia, lo studio ha presentato due importanti interventi sul territorio catanese che incarnano perfettamente il concetto di rigenerazione, arricchiti dalle voci di chi li vive in prima linea:
La serata si è conclusa confermando l’assunto principale dell’evento: la rigenerazione di una città come Catania non può prescindere da una profonda circolarità, un dare e ricevere continuo tra il professionista e il tessuto umano che abita il territorio










