Giornata Mondiale delle Capacità dei Giovani: il futuro post-pandemico delle nuove generazioni

Giornata Mondiale delle Capacità dei Giovani: il futuro post-pandemico delle nuove generazioni

Oggi, 15 luglio, si celebra la Giornata Mondiale delle Capacità dei Giovani. Nel 2021, con oltre un anno e mezzo di pandemia alle spalle, un futuro ancora incerto e una disoccupazione a livelli stellari, parlare di capacità e possibilità per le nuove generazioni è tanto difficile quanto necessario. Per questo, anche se principalmente attraverso attività online, le Nazioni Unite promuovono la Giornata in ogni angolo del mondo.

Ripensare le capacità dei giovani nel periodo post-pandemico: è questo il tema del 2021, al centro della conversazione globale online prevista per oggi (info qui) e ispira l’hashtag #YouthSkillsForFuture.


Giornata Mondiale delle Capacità dei Giovani

Cosa celebra la Giornata Mondiale delle Capacità dei Giovani? Riconosciuta da una Risoluzione delle Nazioni Unite del 2014, è un momento per valorizzare l’incredibile potenziale culturale, emotivo, sociale ed economico delle nuove generazioni.

Spesso poco valorizzati e/o etichettati come i “fannulloni” della società, i giovani possiedono in realtà un potere unico: un futuro ancora da costruire. Sebbene le basi non siano sempre delle migliori, ci sono persone molto giovani che cercano di cambiare il mondo e altre che, nel loro piccolo, fanno il possibile per garantirsi un’età adulta più serena. Ci sono poi i giovani più disillusi, quelli che continuano a faticare ma ci credono ormai poco.

Ed è anche e soprattutto per loro che le Nazioni Unite continuano a promuovere la Giornata del 15 luglio in tutto il mondo: affinché il potenziale dei giovani diventi realtà, affinché i sogni non rimangano chiusi nel cassetto per tutti e affinché le capacità emergano e diano vita a un futuro migliore per tutti, ma soprattutto per quei giovani che sono l’anima della società ma spesso soffrono gli effetti del passato sul presente.

Il 15 luglio mette da parte polemiche e lamentele e dà spazio al talento, all’immaginazione, alla creatività e alle possibilità. Non importa che il Covid abbia cambiato la storia del mondo: con le giuste opportunità e lo spirito d’innovazione che li contraddistingue, i giovani troveranno comunque il modo di farsi strada. E la Giornata Mondiale delle Capacità dei Giovani celebra proprio questo: la voglia di farcela, nonostante tutto, degli adulti di domani.

Giovani e pandemia: alcuni dati

Dire che l’emergenza Coronavirus ha sconvolto la vita dei più giovani è scontato, forse anche riduttivo. A oltre un anno dal primo lockdown, le conseguenze della pandemia rimangono ben visibili e adattarsi a quelli che già in tanti hanno ribattezzato “nuova normalità” tra non molto potrebbe diventare una necessità.

Cosa è accaduto ai più giovani? Perché celebrare le loro competenze e capacità in un contesto pandemico e post-pandemico diventa necessario? Le Nazioni Unite forniscono alcuni dati per far comprendere, anche minimamente, le condizioni di disagio affrontate dalle nuove generazioni.

  • Scuole chiuse: secondo l’Unesco, le scuole sono rimaste chiuse (interamente o parzialmente) per oltre 30 settimane in metà dei Paesi del mondo tra marzo 2021 e maggio 2021. Certo, la Dad, dove è stata possibile, ha evitato di perdere anni con il supporto inestimabile della tecnologia, ma non ha sostituito alcune esperienze (belle e brutte) scolastiche fondamentali per la formazione dell’individuo. Ben 768 milioni di apprendenti hanno subìto gli effetti delle chiusure parziali degli istituti scolastici: un numero incredibile, che si aggiunge a quello dei bambini e degli adolescenti che non hanno accesso all’istruzione e/o che vivono in contesti di guerra e miseria. Con le scuole chiuse, in alcuni casi i ragazzi non hanno perso solo possibilità di socializzazione, ma anche opportunità di stage, preparazione e certificazione. Tanti si sono reinventati e hanno dato il massimo, raggiungendo risultati incredibili (anche online), ed è proprio questa forza di volontà che deve essere valorizzata e ricompensata con un impegno globale a favore di una scuola formativa e migliorata nell’era post-pandemica.
  • Disoccupazione: il fronte lavoro è drammatico già da tempo, ma solo nel 2020 l’occupazione giovanile (15-24 anni) è crollata dell’8,75 (per gli adulti del 3,7%). Gli effetti si sono visti soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, ma nessun territorio al mondo può dirsi immune dal male della disoccupazione giovanile e di tutto ciò che a esso è profondamente legato (sfruttamento, lavoro in nero e così via).
  • NEET: i “giovani che non studiano e non lavorano” sono in aumento. Tanti hanno perso la speranza di trovare un lavoro dignitoso e non lo cercano neanche più. Si tratta di un problema che ha toccato soprattutto le giovani donne, che già prima dell’emergenza sanitaria globale avevano un accesso all’istruzione e al lavoro inferiore o diverso rispetto ai coetanei di sesso maschile.
  • Esperienze “interrotte”: si stima che oltre l’80% degli stagisti/apprendisti abbia dovuto sospendere la propria attività di tirocinio a causa del lockdown. Un danno che non è solo formativo, ma anche lavorativo.

Per le Nazioni Unite si tratta di dati molto allarmanti e, considerando che si prevede una crescita della popolazione giovanile di oltre 78 milioni di unità tra il 2021 e il 2030, il momento di agire è ora.

Conclusione

Nel 2021, più che in ogni altro anno, i giovani lanciano un grido d’aiuto. E non lo fanno necessariamente attraverso proteste e lamentele. Lo fanno con il talento, con i tentativi di ripresa, con le soluzioni “alternative” ai problemi posti dalla pandemia. Prendere il meglio e farlo fruttare è ormai il dovere primario delle autorità e la Giornata del 15 luglio dovrebbe servire proprio a scoprire, valorizzare e re-inventare le capacità dei giovani per garantire loro la possibilità di costruire un mondo accettabile per il domani.

Fonte immagine: Unesco-Unevoc