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13.10.2026

Blitz nel Messinese, scoperte otto discariche abusive lungo la costa tirrenica: cinque indagati

di Redazione | 2 min di lettura

L'esito dell'operazione effettuata dalla Guardia di Finanza

Blitz nel Messinese, scoperte otto discariche abusive lungo la costa tirrenica: cinque indagati
Indice

Otto siti non autorizzati utilizzati per lo sversamento di rifiuti, tre complessi aziendali sequestrati e circa 115mila euro di disponibilità liquide. Questo l’esito dell’operazione effettuata dalla Guardia di Finanza nella provincia di Messina.

Scoperte otto discariche abusive tra Messina, Pace del Mela e Villafranca

È il quadro al centro dell’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti nella fascia tirrenica della provincia di Messina, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di cinque persone. I soggetti sono gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro, del reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.

Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura di Messina e condotte dal Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, ci sarebbe un sistema di gestione illecita dei rifiuti raccolti nel territorio Messinese.

L’operazione della Guardia di Finanza

Pertanto, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli sversamenti sarebbero avvenuti ripetutamente in otto aree prive delle necessarie autorizzazioni, nei territori di Pace del Mela, Messina e Villafranca Tirrena.

In alcuni casi inoltre, i terreni sarebbero stati messi a disposizione con la compiacenza di imprenditori terzi che ne risultavano proprietari. Gli approfondimenti avrebbero fatto emergere una gestione sistematica, finalizzata a massimizzare i profitti senza tenere conto dei possibili danni ambientali.

Il provvedimento eseguito oggi si collega al sequestro disposto il 23 settembre scorso. In quell’occasione, erano stati sottoposti a vincolo tre complessi aziendali, automezzi commerciali, terreni e disponibilità liquide per un valore complessivo di circa 115mila euro, somma ritenuta dagli inquirenti corrispondente al profitto di attività illecite.

Cinque indagati

Il procedimento riguarda l’operato degli amministratori di società messinesi attive nel settore dei rifiuti. Le misure personali sono arrivate dopo che alcuni indagati erano stati invitati a comparire davanti al Gip per l’interrogatorio preventivo. Il giudice quindi, dopo aver ascoltato le parti e valutato gli ulteriori elementi raccolti, ha ritenuto ci fossero gravi indizi e specifiche esigenze cautelari.

Nel dettaglio, la Guardia di Finanza ha notificato tre misure interdittive che vietano l’esercizio di attività imprenditoriali, un obbligo di firma e un obbligo di dimora nel comune di residenza. La durata delle misure varia da sei a dodici mesi, in relazione alla posizione di ciascun indagato.

L’inchiesta punta dunque a ricostruire un presunto circuito illecito, nel quale la gestione dei rifiuti sarebbe stata organizzata per ottenere guadagni illeciti.

Note

Gli indagati sono, allo stato attuale dei fatti, da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva. L’ordinanza cautelare può essere impugnata e le misure potranno essere confermate, modificate o annullate dagli organi competenti.

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