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20.08.2026

Antonello da Messina, le opere rubate hanno un’impronta scientifica: il Cnr può riconoscerle se ritrovate

di Redazione | 2 min di lettura

Nel 2018 una campagna diagnostica del Cnr e dell’Università di Palermo ha analizzato in profondità le tavole trafugate al Museo regionale di Messina. I dati raccolti potrebbero permettere di verificarne l’autenticità in caso di recupero

Antonello da Messina, le opere rubate hanno un’impronta scientifica: il Cnr può riconoscerle se ritrovate
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Le opere di Antonello da Messina rubate nei giorni scorsi al Museo regionale possiedono una sorta di “impronta scientifica” che potrebbe rivelarsi decisiva nel caso in cui venissero ritrovate. A renderlo noto è il Consiglio nazionale delle ricerche, spiegando che le tavole erano state sottoposte nel 2018 a una completa campagna di documentazione diagnostica.

L’attività era stata curata dall’Istituto per i processi chimico-fisici del Cnr di Messina (Cnr-Ipcf) insieme al Dipartimento Stebicef dell’Università degli Studi di Palermo.

Una mappa scientifica delle opere

La campagna diagnostica aveva coinvolto entrambe le opere trafugate, insieme ad altri beni artistici, attraverso una serie di metodologie non invasive e non distruttive.

L’obiettivo era approfondire le caratteristiche dei materiali, analizzare gli strati pittorici e documentare lo stato di conservazione delle tavole, senza arrecare alcun danno alle opere.

Tra le tecniche utilizzate figurano radiografia digitale diretta, analisi con luce infrarossa, fluorescenza ultravioletta e a raggi X, spettroscopia Raman e sistemi di imaging diagnostico.

Dati utili per verificarne l’autenticità

L’insieme delle informazioni raccolte ha permesso di costruire una documentazione scientifica identificativa estremamente dettagliata.

La combinazione delle diverse tecniche, sottolinea il Cnr, consente infatti di ottenere una vera e propria “impronta diagnostica” delle tavole, composta da caratteristiche materiali e strutturali difficilmente replicabili.

Un patrimonio di dati che potrebbe assumere un’importanza fondamentale nell’eventualità in cui le opere tornassero alla luce.

Un’arma in più per le indagini

In caso di recupero, gli esperti potrebbero confrontare le tavole rinvenute con il set di dati acquisito nel 2018, verificandone così la corrispondenza e l’autenticità attraverso elementi scientifici oggettivi.

La notizia arriva mentre proseguono le indagini sul clamoroso furto compiuto al Museo regionale di Messina, dove una banda ha sottratto alcune delle preziose tavole legate al Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina.

Se dunque le opere dovessero riemergere, a parlare non sarebbero soltanto stile, colori e storia dell’arte: a riconoscerle potrebbe essere anche la loro identità scientifica, già registrata e custodita nei dati raccolti anni prima.

Fonte foto Ansa Sicilia

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