Vertice sulla sicurezza dopo il ferimento di un 28enne in contrada Ciancio. Il procuratore: "La realtà di Marsala è omertosa". Il prefetto Daniela Lupo invita i cittadini a evitare forme di giustizia fai da te
Allarme sicurezza a Marsala, dove il fenomeno delle ronde cittadine contro i furti nelle abitazioni finisce al centro dell’attenzione delle istituzioni. Dopo l’accoltellamento di un giovane di 28 anni, avvenuto domenica sera in contrada Ciancio, si è svolta una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto di Trapani, Daniela Lupo.
Al vertice, tenuto in municipio, è intervenuto anche il procuratore della Repubblica di Marsala, Fernando Asaro, che ha richiamato l’attenzione sulla scarsa collaborazione dei cittadini nelle indagini sui furti e sui rischi legati alle iniziative autonome di vigilanza.
A margine della riunione, il procuratore Asaro ha affrontato il tema delle denunce relative ai furti nelle abitazioni, evidenziando una situazione che, secondo il magistrato, non trova riscontro in un elevato numero di segnalazioni formali.
“In Procura non abbiamo la fila per le denunce di furti in abitazioni. E quelle che ci sono, sono a carico di ignoti”.
Il magistrato ha quindi aggiunto: “La realtà di Marsala è omertosa e dipende dagli autori del reato“.
Parole pronunciate in un clima di crescente preoccupazione tra i residenti di alcune contrade, dove da settimane gruppi di cittadini hanno organizzato attività di vigilanza notturna nel tentativo di prevenire eventuali intrusioni nelle abitazioni.
Il vertice sulla sicurezza è stato convocato dopo il grave episodio avvenuto domenica sera in contrada Ciancio, dove un 28enne è stato accoltellato.
Secondo la ricostruzione riportata, il giovane avrebbe affrontato una coppia che stava transitando a piedi nella zona, sospettando che si trattasse di persone intenzionate a individuare abitazioni da svaligiare. Durante l’episodio il 28enne è rimasto ferito da un’arma da taglio.
La vicenda ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza e delle ronde organizzate autonomamente dai residenti.
Il procuratore ha espresso una posizione netta nei confronti delle iniziative di vigilanza organizzate senza il coinvolgimento delle autorità competenti.
“Con queste ronde si commettono reati, come l’associazione a delinquere o interruzione di pubblico servizio come accaduto in via Salemi”, ha dichiarato Asaro.
Il riferimento è agli episodi verificatisi lo scorso 11 ottobre lungo la strada statale 188, in via Salemi, quando oltre cento persone si erano radunate davanti a un bed and breakfast. In quell’occasione, la Polizia aveva fermato prima una donna e successivamente un uomo, ma la presenza della folla aveva creato una situazione di forte tensione.
Secondo quanto ricostruito, la sera dell’11 ottobre oltre cento cittadini si erano riversati sulla statale 188, davanti alla struttura ricettiva dove erano intervenute le forze dell’ordine. Per circa due ore, gli agenti non erano riusciti a trasferire l’uomo fermato in commissariato a causa del timore che potesse essere aggredito dalla folla.
La concentrazione di persone aveva inoltre provocato il blocco della circolazione stradale, creando difficoltà anche al passaggio di un’ambulanza diretta in ospedale.
Un episodio richiamato dal procuratore per sottolineare i rischi che possono derivare da iniziative collettive che superano i confini della legalità.
Sulla questione è intervenuto anche il prefetto di Trapani, Daniela Lupo, che ha invitato la cittadinanza a mantenere comportamenti rispettosi della legge e a rivolgersi alle istituzioni per segnalare situazioni sospette.
“Non bisogna usare forme di giustizia impropria, quella fai da te“, ha affermato il prefetto.
Lupo ha inoltre ricordato che le attività di vigilanza organizzata devono rispettare precise regole. Riferendosi alle ronde, ha spiegato che queste “prevedono un regolamento, ci vuole un comitato e un confronto“.
La riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha dunque posto l’attenzione su due questioni: la preoccupazione dei residenti per i furti nelle abitazioni e la necessità di evitare iniziative autonome che possano sfociare in episodi di violenza o ostacolare l’attività delle forze dell’ordine.
Il messaggio ribadito dal procuratore Asaro e dal prefetto Lupo è quello di affidarsi agli strumenti previsti dalla legge, favorendo la collaborazione con le autorità e la presentazione di denunce.
L’obiettivo è affrontare le criticità legate alla sicurezza senza alimentare ulteriori tensioni nelle contrade e nei quartieri di Marsala.