Il documento sarebbe stato realizzato in modo da apparire come un autentico provvedimento giudiziario, pur essendo, secondo gli inquirenti, interamente contraffatto
Avrebbe fatto credere ai propri assistiti di aver ottenuto un provvedimento giudiziario favorevole, presentando una sentenza completamente falsificata e percependo il relativo compenso professionale. Per questo motivo, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Marsala ha disposto la sospensione temporanea dall’esercizio della professione nei confronti dell’avvocata Erika Messina.
Il provvedimento interdittivo è stato emesso su richiesta della Procura, nell’ambito di un’indagine che ipotizza diversi reati, tra cui falso materiale in atto pubblico, truffa aggravata e patrocinio infedele.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Marsala, la professionista, incaricata di assistere le persone offese, avrebbe predisposto una falsa sentenza attribuita al Tribunale di Marsala.
Il documento sarebbe stato realizzato in modo da apparire come un autentico provvedimento giudiziario, pur essendo, secondo gli inquirenti, interamente contraffatto.
La legale avrebbe inoltre richiesto e ottenuto dai clienti il pagamento dell’onorario per l’attività professionale.
Tra gli episodi contestati figura anche la presunta falsificazione di una consulenza tecnica d’ufficio datata 5 novembre 2024, relativa a una vicenda di presunta responsabilità medica.
Il documento avrebbe attestato un risarcimento superiore a 184mila euro per la morte del figlio delle persone assistite.
Secondo l’accusa, però, la consulenza sarebbe stata completamente inventata e riferita a un procedimento giudiziario che non sarebbe mai stato avviato.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura ha richiesto l’applicazione di una misura interdittiva nei confronti della professionista.
Il Gip, dopo aver proceduto all’interrogatorio preventivo dell’indagata, ha disposto il divieto temporaneo di esercitare la professione forense.
Le contestazioni comprendono il falso materiale in atto pubblico, la truffa con l’aggravante dell’abuso di prestazione d’opera e il patrocinio infedele.
La posizione dell’avvocata dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.