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12.10.2026

Trapani, sequestrati attrezzi da pesca non consentiti: rinvenute in mare oltre 500 taniche di plastica

di Redazione | 2 min di lettura

L'attività rientra nell'ambito dei servizi di controllo in materia di pesca marittima

Trapani, sequestrati attrezzi da pesca non consentiti: rinvenute in mare oltre 500 taniche di plastica
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Individuati e sequestrati dall’unità navale CP 770 della Capitaneria di Porto di Trapani, in tre distinte operazioni, ben 105 attrezzi da pesca non consentiti – cosiddetti “cannizzi” – posizionati tra le 8 e 20 miglia nautiche dalla costa.

L’operazione della Capitaneria di Porto di Trapani

L’attività rientra nell’ambito dei servizi di controllo in materia di pesca marittima. Gli attrezzi erano posti in un’area di mare antistante l’isola di Levanzo e al largo di San Vito Lo Capo.

I “cannizzi” sono dispositivi da pesca artigianali costituiti da un galleggiante, ancorati sul fondo tramite una cima di polipropilene e legati attorno ad un peso che agisce da zavorra.

Sono utilizzati per creare ombreggiamento artificiale in mare, con lo scopo di attirare alcune specie ittiche che, successivamente, vengono catturate con i sistemi di rete da pesca a circuizione da parte delle unità da pesca.

Sequestrati attrezzi da pesca non consentiti

Da un punto di vista normativo, rientrano nella categoria dei “Dispositivi di Aggregazione del Pesce” ossia Fish Aggregating Device (FAD), la cui disciplina è regolata a livello nazionale con decreto ministeriale del 10.08.2026 – Disciplina della pesca della lampuga con FAD.

Inoltre, sono sistemi che possono essere utilizzati esclusivamente dal 15 agosto al 31 dicembre con cime e galleggianti biodegradabili, al fine di minimizzare l’impatto sull’ambiente, ma soprattutto devono essere segnalati.

Mentre gli attrezzi individuati, privi di segnalamento, rappresentavano un pericolo per la navigazione delle unità in transito tra le 8 e le 20 miglia nautiche dalla costa in quei tratti di mare.

Rinvenute in mare oltre 500 taniche di plastica

Nel corso delle operazioni, il personale della CP 770 ha inoltre salpato dal mare più di 500 taniche in plastica rigida, oltre a reti ombreggianti e cime non biodegradabili, per un totale stimato di almeno una tonnellata di plastica, materiale non conforme alle normative nazionali ed europee.

Successivamente, il personale della Capitaneria di Porto di Trapani, ha sequestrato tutto il materiale recuperato dal mare.

L’attività svolta dagli uomini della Guardia Costiera rientra nel quadro delle operazioni volte a garantire il regolare esercizio della pesca professionale, la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente marino nelle acque del Compartimento marittimo di Trapani, con particolare attenzione alle aree più sensibili dell’arcipelago delle Isole Egadi.

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