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01.11.2026

Cybersecurity, record di attacchi hacker nel mondo: cresce il timore di offensive automatizzate

di Andrea Bianca | 2 min di lettura

In soli sei mesi si sarebbe quindi raggiunto il 93% degli attacchi nell'intero 2025

Cybersecurity, record di attacchi hacker nel mondo: cresce il timore di offensive automatizzate
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Raggiunto il record di incidenti hacker nel mondo, in uno scenario in cui gli attacchi automatizzati condotti dall’intelligenza artificiale potrebbero di fatto, moltiplicare la quantità di quest’ultimi.

In Italia (e nel resto del mondo) sarebbero in calo gli attacchi hacker definiti come hacktivism, ovvero l’uso di attacchi informatici per promuovere cause politiche, sociali o ideologiche. Il calo di questo di questo fenomeno è pero accompagnato anche da un’aumento significativo degli attacchi informatici contro le imprese.

A parlare, sono i dati pubblicati nella relazione semestrale presentata a Verona Rapporto Clusit 2026, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica che rappresenta oltre 700 organizzazioni appartenenti a tutti i settori del Sistema-Paese.

Secondo il Rapporto, nel primo semestre 2026 sarebbero stati 4.911 gli incidenti cyber di particolare gravità noti a livello mondiale, il numero più alto mai registrato da Clusit in un semestre, più che doppio rispetto a quello precedente (2.392, +105%) e superiore del 71% rispetto al primo semestre 2025 . 

In soli sei mesi si sarebbe quindi raggiunto il 93% degli attacchi nell’intero 2025, con una media di 819 attacchi al mese.

La questione degli ‘agent hacking’

A preoccupare però maggiormente il futuro della sicurezza informatica è il cosiddetto fenomeno degli ‘agent hacking‘, ovvero attacchi pilotati interamente dall’intelligenza artificiale. I ricercatori prospettano infatti uno scenario “di attacchi interamente automatizzati in cui gruppi di agenti IA agiranno in modo coordinato adattando le strategie e combinando tecniche diverse e vulnerabilità anche banali per violare i sistemi delle organizzazioni”.

“I dati ci dicono che il rischio sta cambiando la sua natura, la cybersecurity va considerata il fondamento della continuità operativa e, insieme, una responsabilità collettiva a supporto della resilienza nazionale, non un costo di conformità”, afferma Anna Vaccarelli, presidente di Clusit.

Esistono già alcuni esempi di incidenti informatici (definiti così, dai più grandi sviluppatori di IA) interamente pilotati da algoritmi intelligenti. Tra i più noti e documentati vi sono: “ChatGPT, The hugging face incident” e le tre offensive informatiche condotte da Claude, l’intelligenza artificiale sviluppata dal colosso americano Anthropic.

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