PALERMO – La commissione regionale Antimafia, presieduta dall’onorevole Claudio Fava, ha previsto una serie di audizioni conoscitive sull’inchiesta della procura di Palermo riguardante il caso del faccendiere Paolo Arata. Nell’operazione sono coinvolti anche dirigenti e funzionari della Regione Siciliana, iscritti nel registro degli indagati.
Previste per martedì prossimo le audizioni del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, e a seguire dell’assessore regionale all’Energia, Alberto Pierobon. Mercoledì, invece, verrà sentito l’assessore al Territorio, Toto Cordaro.
Il faccendiere Paolo Arata, ex consulente della Lega ed ex deputato di Forza Italia, e il figlio Francesco, sono stati arrestati con l’accusa di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Inoltre, i due pare fossero in affari con l’imprenditore trapanese dell’eolico Vito Nicastri, ritenuto dai magistrati tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro.
Sulla convocazione per l’audizione, l’assessore Pierobon si difende e spiega che il suo lavoro è parlare e ricevere tutti, e che nessuno gli aveva comunicato chi fosse Arata specificando che, prima che divenisse assessore, frequentava gli uffici tranquillamente. Poi ha sottolineato che non conosceva nemmeno Nicastri.
Poi, Pierobon ha definito Arata una zecca che chiamava e inviava messaggi insistentemente e che più volte avrebbe rifiutato gli inviti a cena. Successivamente ha specificato che ha intrattenuto rapporti con l’imprenditore in quanto quest’ultimo lamentava problemi con la burocrazia ma mai per interessi personali. Infine l’assessore ha comunicato di essere a piena disposizione dei pubblico ministero.
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