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05.04.2018

Ripristino poligono militare a Punta Izzo, Catalano: “Abbiamo scoperto che il progetto esiste dal 2012”

di Giuliano Spina
Ripristino poligono militare a Punta Izzo, Catalano: “Abbiamo scoperto che il progetto esiste dal 2012”

AUGUSTA – Un poligono di tiro militare, che a distanza di anni potrebbe risorgere, provocando la rabbia e l’indignazione di chi invece vorrebbe che quell’area diventasse un parco naturale fruibile per tutti. Torniamo a occuparci di Punta Izzo, una zona marinara del territorio di Augusta, in provincia di Siracusa, posta a vincolo paesaggistico dalla Regione Siciliana, della quale abbiamo già parlato lo scorso anno.

Nei primi mesi di quest’anno il Ministero della Difesa ha dato il via libera per la ricostruzione dell’area di esercitazione per gli spari della Marina Militare, chiusa nei primi anni ’90, per un costo di poco meno di 4 milioni di euro. Un progetto di demolizione e ricostruzione della struttura con uguali dimensioni e tipologia, con la realizzazione di un piazzale e il rifacimento della strada di collegamento, già approvato nel 2012 dal Consiglio Misto Paritetico e passato sotto l’autorizzazione della Sovrintendenza ai Beni Culturali il 13 luglio dell’anno successivo.

La zona, che in alcuni punti si presenta pericolosa e non è mai stata messa in sicurezza, continua a essere negata alla fruizione della comunità, ma c’è di più. Il programma per il rifacimento del poligono è stato già confermato dal Ministero della Difesa in un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle del 2016, ma la Marina Militare ha sempre negato tutto ciò ai gruppi attivisti, che da sempre si battono per una rivalutazione paesaggistica. Dopo aver scoperto che invece il progetto esiste sono andati su tutte le furie.

Oltre a ciò va notato come, durante la già citata interrogazione del 2016, il Ministero della Difesa avrebbe dichiarato come la Marina Militare abbia un interesse strategico, non permettendo che nell’area venga allestito un parco naturale. Per saperne di più sull’attuale situazione e sugli eventuali sviluppi futuri abbiamo sentito Gianmarco Catalano, coordinatore del Comitato Punta Izzo Possibile, che ci ha svelato come la battaglia sia ancora lunga.

“Noi siamo riusciti a scoprire – spiega Catalano –, tramite un ricorso al Ministro della Difesa, che il progetto di riattivazione del poligono di tiro esiste già dal 2012, cosa che i vertici della Marina Militare ci avevano sempre tenuta nascosta. C’è stato riconosciuto quindi il diritto a questa informazione. Dopodiché siamo tornati in piazza a manifestare, in quanto questo progetto, oltre a esistere, ha un’autorizzazione paesaggistica da parte della Sovrintendenza ai Beni Culturali e ha il parere positivo del Comitato Misto Paritetico per le servitù militari della Regione Siciliana. Tutti documenti che dovevano essere pubblicati, anche se il progetto è ancora in fase preliminare”.

L’area è molto ricca da un punto di vista naturale e data la vicinanza delle Saline, popolate da specie animali e vegetali davvero rare, dovrebbe essere occupata da un parco naturale. Inoltre, il luogo ha anche un interesse storico-letterario, in quanto proprio lì Giuseppe Tomasi di Lampedusa scrisse il romanzo “La sirena”.

“Noi intendiamo fare di Punta Izzo – continua Catalano – un parco naturale, un’area a verde, anche solo per fare una passeggiata in riva al mare a contatto con le bellezze della natura. La zona ha un valore culturale archeologico immenso. Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione del poligono, il rifacimento della strada e la realizzazione di un parcheggio per le auto. La Sovrintendenza ha detto che la struttura avrà le stesse dimensioni della precedente. Quando fu fatta, negli anni ’60, non c’erano i vincoli paesaggistici che ci sono adesso, oltre anche al fatto che ora il piano paesaggistico dice di eliminare i detrattori ambientali, come le tracce antropiche, industriali e militari che cozzano con la fruizione del bene. Senza una valutazione di impatto ambientale e di incidenza, in quanto nelle Saline, che sono un Sito d’Importanza Comunitaria, ci sono gli uccelli, l’opera non può essere autorizzata per incompatibilità con le leggi ambientali e le esercitazioni per gli spari possono deturpare l’ambiente”. 

Per i mesi prossimi è previsto un ricorso per l’annullamento dell’autorizzazione e le iniziative nel futuro immediato non mancheranno. “Aspettiamo il risultato – conclude Catalano – del ricorso contro la Sovrintendenza e capiremo se l’autorizzazione a ricostruire il poligono verrà annullata. Poi stiamo preparando, insieme con altre associazioni, un altro ricorso, al Tar, contro le modifiche apportate al piano paesaggistico della provincia di Siracusa, che permette una deroga per le opere militari, e infine organizzeremo delle iniziative culturali per le persone, finalizzate alla tutela del luogo”.