In una sola notte, le temperature sono state portate a più di 50 gradi, facendo sprecare tonnellate di cibo, con danni economici per decine di milioni di euro
La GDO, la Grande Distribuzione Organizzata, a Bologna, così come in diverse altre parti d’Italia e specie in Sicilia con Palermo, Catania e Ragusa, è stata colpita da un pesante attacco hacker, mirato ai sistemi di refrigerazione dei supermercati. I punti salienti riguardano la manomissione della catena del freddo, dove i cyber criminali sono riusciti a manomettere i sistemi informatici che gestiscono la catena del freddo di circa 500 supermercati tra Emilia Romagna, Toscana e Sicilia.
In una sola notte, le temperature sono state portate a più di 50 gradi, facendo sprecare tonnellate di cibo, con danni economici per decine di milioni di euro. Conseguenza? I prodotti scongelati sono stati ritirati e distrutti, vietando tassativamente la vendita o la donazione del prodotto. L’entità del danno in Sicilia, con l’attacco hacker del 2-3 novembre, mandando in tilt i sistemi di telecontrollo della refrigerazione, ha distrutto una catena di alimenti surgelati piuttosto rilevante e ancora da quantificare, poiché il Gruppo Radenza ed altre catene come Decò stanno completando i conteggi dei danni subiti.
Per conseguenza, la Sicilia, con la sua grande produzione ortofrutticola, risulta protagonista de “L’andata e ritorno”, ovvero i principali prodotti ortofrutticoli che compiono questo percorso, di andata e ritorno, includono: agrumi, tarocco, moro e sanguinello, limoni di Siracusa, mandarini e clementine; ortaggi da sera, come pomodori, ciliegino di Pachino, piccadily e cuore di bue; Zucchine, melanzane e peperoni, ortaggi da campo come carote novelle di Ispica, carciofi (violetto spinoso) e finocchi, ancora la frutta estiva come angurie, meloni gialli, uva da tavola di Canicattì, Licodia e Mazzarrone e poi fichi d’india e frutta secca che subiscono un danno economico rilevante.
Il paradosso, sta proprio nel circuito logistico, per cui un limone raccolto a Catania viene trasportato a Bologna per poi essere riacquistato da un supermercato Coop di Palermo e ritornare sulla Terra d’origine. Un procedimento assurdo, ma a quanto pare serve per assicurare il controllo della qualità e la tracciabilità confezionata secondo gli standard del marchio, esempio? La sicurezza dell’origine.
La Ridistribuzione sui territori avviene tramite i Tir che viaggiano nuovamente verso Sud per fornire la rete dei supermercati e ipermercati in Sicilia. Tutto questo provoca un impatto non irrilevante sui prezzi al dettaglio e sulla freschezza dei prodotti, tanto che i rincari stanno subendo una forte accelerazione a causa dell’effetto combinato del caro carburanti, dovuto alle tensioni geopolitiche internazionali. E per rimanere ai forti aumenti nel mese di ottobre, le stime provvisorie parlano di un’inflazione balzata al più 5,4% annua. Con il peso dell’ortofrutta non lavorata, i beni alimentari, come frutta e verdura fresche, guidano i rincari con un pesante più 7,5% rispetto allo scorso anno.
Dall’effetto caro carburanti, mentre la benzina si è ampliata del quasi 30 %, il gasolio è aumentato del 36,6 %. Questo incremento incide pesantemente sulla logistica dell’Ortofrutta, proprio dovuto ai viaggi Sicilia-Bologna-Sicilia, visto che in Italia, l’85 % delle merci viaggia su gomma. Per dare un aiutino, Il Governo ha temporaneamente ridotto le accise sul gasolio di circa 5 centesimi fino al 7 di novembre. Ma a quanto pare l’inflazione percepita alle casse dei consumatori tocca il 13,3 %. E a quanto pare, i margini della GDO sono stretti, proprio a causa dei recenti costi straordinari, legati ai ciberattacchi, limitando la possibilità per le catene di distribuzione di assorbire i rincari della filiera logistica senza riversarli, almeno in parte, sui prezzi al dettaglio.
Si spera che si ponga fine ai i conflitti internazionali, perché si possa tornare, anche qui alla normalità e si possa studiare un’ alternativa alla cosiddetta tracciabilità dei prodotti ortofrutticoli siciliani in loco, onde evitare andate e ritorno con immani spese che si riversano sempre ai consumatori.