L'omaggio a Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell'acido su ordine del boss corleonese Giovanni Brusca
In occasione della Barcolana 58, a Trieste si è svolta questa mattina la cerimonia di intitolazione di un’imbarcazione al piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso dalla mafia trent’anni fa, dopo 779 giorni di prigionia.
“Sentinella Blu” è una delle trenta barche sottratte alla criminalità e recuperate dalla Lega Navale Italiana per attività di educazione alla legalità, inclusione sociale e tutela del mare, in passato utilizzate per traffici illeciti.
La cerimonia ha tenuto luogo alla sede della Lega Navale Italiana di Trieste, alla presenza di Nicola Di Matteo, fratello di Giuseppe.
“Sentinella Blu”, partita lo scorso luglio da Siracusa, ha navigato lungo la rotta ionico-adriatica, con tappe a Crotone, Brindisi, Bari e Ancona, e ha effettuato trenta rilevamenti e ospitato a bordo 93 persone.
Le misurazioni, effettuate nell’ambito di attività di tutela del mare, hanno coinvolto le Aree Marine Protette del Plemmirio, Capo Rizzuto, Torre Guaceto e Miramare, il Parco Regionale del Conero e ricercatori dell’Università del Salento, dell’Università di Bari, dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Università di Trieste, come spiegato nel corso dell’evento dalla responsabile per l’ambiente della Lega Navale Italiana, Lara Maule.
Nel 1993, Cosa Nostra ha rapito e tenuto in ostaggio per 779 giorni Giuseppe Di Matteo (Palermo, 19 gennaio 1981 – San Giuseppe Jato, 11 gennaio 1996), figlio del pentito di mafia Santino Di Matteo.
Il rapimento è avvenuto a causa della collaborazione di Santino di Matteo con la giustizia. Cosa Nostra, per costringere il pentito a retrarre la collaborazione e le confessioni fatte alle giustizia, rapì il giovane all’età di 12 anni.
Poco prima del suo 15esimo compleanno, l’organizzazione criminale ha assassinato per strangolamento e poi sciolto nell’acido il piccolo Giuseppe di Matteo, su ordine del boss corleonese Giovanni Brusca, all’epoca capo del mandamento di San Giuseppe Jato.
Fonte foto: AnsaSicilia.it