La presidente del Consiglio presenta la legge di bilancio con i vicepremier Tajani e Salvini e il ministro Giorgetti. Cinque miliardi da banche e assicurazioni, interventi su pensioni, partite Iva e ceto medio. La premier ribadisce il sostegno a Kiev e risponde alle critiche della magistratura
Il governo Meloni supera la prova della legge di bilancio e presenta una manovra da 26 miliardi di euro, puntando su famiglie, imprese, giovani, lavoro e riduzione della pressione fiscale. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha illustrato le principali misure insieme ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Una manovra che la premier definisce frutto di un “lavoro di squadra”, rivendicando la compattezza della maggioranza nonostante le differenti sensibilità dei partiti che compongono la coalizione.
Tra le misure indicate figurano il taglio delle tasse per il ceto medio, l’estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro di ricavi e interventi sulla flessibilità pensionistica.
La manovra economica si concentra su alcuni settori considerati prioritari dall’esecutivo.
“Non risolve tutto, non pretende di farlo ma sicuramente ha una direzione chiara come sempre ce l’ha avuta questo governo: lavoro, famiglia, giovani, casa, salute, sanità, taglio del costo dell’energia”, ha dichiarato Meloni.
La presidente del Consiglio ha riconosciuto che le risorse disponibili restano limitate, sottolineando tuttavia la volontà di proseguire lungo la linea economica adottata dal governo.
“C’è ancora moltissimo da fare, siamo i primi a esserne consapevoli, ma intendiamo andare avanti con la stessa determinazione che abbiamo dal primo giorno“, ha aggiunto.
Una parte delle coperture finanziarie della manovra arriverà dal settore bancario e assicurativo.
Secondo quanto illustrato dal governo, cinque miliardi di euro saranno reperiti attraverso il contributo di banche e assicurazioni, mentre ulteriori risorse arriveranno dal comparto energetico, dal settore dei giochi e dalla riduzione delle spese ministeriali. Il testo di partenza indica inoltre un contributo di 700mila euro rispettivamente dalle società energetiche e dal settore dei giochi, oltre a circa un miliardo di euro di tagli ai ministeri.
Meloni ha precisato che l’intervento non vuole assumere un carattere punitivo nei confronti del sistema finanziario.
“Non è una manovra contro qualcuno“, ha affermato. “Capisco la posizione degli istituti di credito e finanziario, ma spero che loro capiscano la posizione del governo”.
La premier ha quindi auspicato una collaborazione per sostenere famiglie, imprese, anziani e giovani.
Il confronto all’interno della maggioranza ha consentito ai partiti di governo di inserire nella manovra alcune delle rispettive priorità.
Forza Italia, guidata dal vicepremier Antonio Tajani, rivendica il taglio delle tasse per il ceto medio e l’esclusione delle banche di prossimità dal contributo previsto per il settore finanziario. La Lega, guidata da Matteo Salvini, sottolinea invece l’estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro di ricavi e le misure sulla flessibilità pensionistica.
Interventi che, secondo l’esecutivo, si inseriscono in una strategia finalizzata a sostenere il reddito delle famiglie e la capacità economica delle imprese.
Un capitolo centrale della manovra riguarda le nuove generazioni, con particolare attenzione alle opportunità di studio, lavoro e accesso alla casa.
La presidente del Consiglio ha spiegato di voler sostenere i giovani “che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, che vogliono lavorare, che vogliono poter affittare una casa“.
Meloni ha criticato una situazione nella quale, a suo giudizio, le esigenze delle nuove generazioni vengono troppo spesso trascurate o utilizzate nel confronto politico. L’obiettivo dichiarato è favorire condizioni che consentano ai giovani di costruire il proprio futuro attraverso il lavoro, la formazione e una maggiore autonomia abitativa.
Nel corso della conferenza stampa, la premier è intervenuta anche sul dossier Ucraina, ribadendo la posizione del governo italiano. Meloni ha confermato la volontà di continuare a sostenere Kiev, pur riconoscendo le differenti sensibilità presenti nella maggioranza.
La presidente del Consiglio ha riferito che tra i provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri figura anche la proroga dello stato di emergenza che consente di proseguire gli aiuti all’Ucraina.
“Non prevedo che quella sintesi cambi“, ha dichiarato, manifestando fiducia nella continuità della linea adottata dall’esecutivo.
La premier ha inoltre riconosciuto il ruolo della Lega e del suo segretario Matteo Salvini nel rappresentare le posizioni del proprio elettorato. “Penso che il segretario della Lega Salvini abbia tutto il diritto e anche il dovere di segnalare qual è il sentimento, l’umore che arriva dalla sua base”, ha affermato.
La posizione espressa da Meloni resta dunque quella di mantenere il sostegno all’Ucraina, pur nell’obiettivo condiviso di arrivare a una soluzione di pace.
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per tornare sulle polemiche legate al caso di Youssef Siher, indicato come amministratore del canale Telegram “Movimento 17 ottobre”. La presidente del Consiglio aveva criticato pubblicamente la decisione relativa alla sua liberazione, suscitando la reazione dell’Associazione nazionale magistrati.
Meloni ha respinto l’interpretazione delle proprie parole come un attacco alla magistratura.
“Non vedo quello che ho detto come un attacco, lo vedo come una difesa“, ha dichiarato.
La premier ha spiegato di aver voluto difendere il lavoro delle forze dell’ordine e degli altri servitori dello Stato impegnati nella prevenzione di nuovi episodi di violenza. “Come una difesa del lavoro che conosco di tutti i servitori dello Stato, che hanno lavorato con enorme dedizione per evitare che si ripetesse quello che avevamo visto il 17 di ottobre”.
Meloni ha quindi ribadito la propria posizione.
“Vogliamo difendere le persone perbene dalla violenza, dalla devastazione, dalla distruzione, da quello che abbiamo visto. Questo è quello che ho detto ed è quello che ribadisco“.
Con la presentazione della quinta legge di bilancio del suo governo, Giorgia Meloni ha rivendicato la continuità dell’azione dell’esecutivo e la collaborazione tra le forze di maggioranza. La presidente del Consiglio ha sottolineato che l’eventuale possibilità di presentare ulteriori manovre economiche dipenderà dal consenso degli elettori.
La legge di bilancio dovrà ora affrontare il percorso parlamentare, durante il quale saranno esaminate le misure economiche e le relative coperture.
Al centro del confronto resteranno il sostegno al ceto medio, la fiscalità delle imprese, le pensioni, le risorse per famiglie e giovani e il contributo richiesto al sistema bancario e assicurativo.