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12.10.2026

Tribunale di Termini Imerese, arriva la condanna per i 4 giovani responsabili di furto e ricettazione

di Redazione | 3 min di lettura

Le pene inflitte ai quattro individui vanno, complessivamente, dai sei anni e otto mesi di reclusione a due anni ed otto mesi

Tribunale di Termini Imerese, arriva la condanna per i 4 giovani responsabili di furto e ricettazione
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Arriva l’emissione di una serie di condanne, stabilite in data 7 ottobre, da parte del giudice per l’udienza preliminare presso il tribunale di Termini Imerese, dottoressa Erina Cirincione, all’esito del giudizio abbreviato. Nello specifico le condanne sono state eseguite nei confronti di quattro soggetti di Villabate, responsabili di furto di autovetture, estorsione aggravata in concorso, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con pene comprese da sei anni e otto mesi di reclusione a 2 anni ed otto mesi.

La sentenza del tribunale di Termini Imerese

La sentenza del Gup garantisce il primo esito di un’attività investigativa complessa, condotta nel secondo semestre del 2024 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Bagheria. Al termine di tale operazione, infatti, i militari avevano accertato l’attività di un sodalizio di giovani, originari di Villabate, dedito alla commissione di furti di autovetture e motoveicoli con la conseguente richiesta estorsiva verso il proprietario del mezzo, secondo lo schema del “cavallo di ritorno”.

Nello specifico gli investigatori hanno attenzionato la recrudescenza dei furti di vetture tra Aspra e Mongerbino, nel comune di Bagheria, in concomitanza con l’inizio della stagione balneare del 2024. A insospettire gli investigatori, poi, anche come la denuncia del furto fosse seguita, a distanza di pochi giorni, dal ritrovamento del mezzo da parte del proprietario.

Le indagini del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Bagheria, quindi, hanno potuto contare su intercettazioni telefoniche ed ambientali, analisi delle riprese delle telecamere di sorveglianza, pedinamenti e assunzioni a s.i.t. In tal maniera, quindi, gli investigatori hanno potuto concentrarsi sui giovani villabatesi, identificati come responsabili dei furti. Questi, infatti, più che rubare ponevano le proprie cure, e speranze di guadagno, nel metodo del “cavallo di ritorno”, ottenendo denaro in cambio della restituzione del mezzo.

Il metodo dei giovani villabatesi: dal furto all’estorsione di denaro

A sorprendere, però, è stata la tecnica del gruppo utilizzata per raggiungere lo scopo. Subito dopo il furto, infatti, il sodalizio contattava il proprietario sui social network, tramite profili falsi, chiedendo delle somme di denaro, tra i 200 e gli 800 euro, sulla base di un vero e proprio “listino prezzi”. Le vittime quindi, dotate spesso di modeste disponibilità economiche, arrivano così ad elargire la somma richiesta, piuttosto che denunciare gli estorsori.

Le condanne quindi, nello specifico, risultato essere: 6 anni e 8 mesi di reclusione per M.M, 4 anni e 4 mesi di reclusione per A.M, 4 anni per B.B, 2 anni e 8 mesi per B.A. I seguenti individui poi, per i medesimi fatti, erano in precedenza destinatari di una misura cautelare da parte del Gip.

Il processo continuerà di fronte il tribunale di Termini Imerese, in composizione collegiale per i restati imputati che non hanno scelto di definire la propria posizione con il rito abbreviato.

Note

È doveroso rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

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