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05.10.2026

Preso a schiaffi, pugni e calci: muore dopo l’aggressione, arrestato un parente 32enne

di Redazione | 1 min di lettura

Il corpo trovato in un'attività commerciale in disuso

Preso a schiaffi, pugni e calci: muore dopo l’aggressione, arrestato un parente 32enne
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Una violenta aggressione a colpi di schiaffi, pugni e calci, poi la morte. I carabinieri della compagnia di Siracusa hanno arrestato un 32enne di Floridia, accusato di omicidio preterintenzionale ai danni di un uomo di 44 anni al quale sarebbe stato legato da rapporti di parentela.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona e il patrimonio, è stato raggiunto da un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal Tribunale di Siracusa.

Il corpo trovato in un’attività commerciale in disuso

L’indagine, condotta dai carabinieri della Sezione Operativa di Siracusa e coordinata dalla Procura, ha preso il via dopo il ritrovamento del corpo senza vita del 44enne all’interno dei locali di un esercizio commerciale in disuso a Floridia.

Gli investigatori hanno ascoltato familiari e amici della vittima e analizzato gli elementi emersi dal sopralluogo e dall’autopsia, insieme alle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e alle risultanze delle intercettazioni.

L’aggressione e la morte due giorni dopo

Secondo la ricostruzione investigativa, il 44enne sarebbe stato vittima di una violenta aggressione da parte del 32enne.

La vittima sarebbe stata colpita ripetutamente con schiaffi e pugni al volto e calci in diverse parti del corpo. Le gravi lesioni riportate avrebbero poi provocato la morte dell’uomo due giorni più tardi.

Alla base dell’aggressione, secondo quanto emerso dalle indagini, ci sarebbero stati contrasti di natura familiare, dal momento che vittima e indagato sarebbero risultati parenti.

32enne trasferito in carcere

Dopo l’esecuzione della misura cautelare, il 32enne è stato condotto nel carcere “Cavadonna” di Siracusa.

Le accuse formulate nei suoi confronti si trovano ancora nella fase cautelare e dovranno essere verificate nel corso del procedimento. L’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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