Di seguito l'elenco di premi e vincitori della 21esima edizione
Sta per volgere al termine la Festa del Cinema di Roma. Sono previsti gli ultimi Red Carpet nel pomeriggio di oggi, mentre la cerimonia di chiusura/premiazione ha avuto luogo ieri, all’interno della Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”.
A presentare l’evento Ema Stokholma, che dopo una breve introduzione in cui ha spiegato il valore che per lei rappresenta il cinema, ha iniziato ad elencare ogni film vincitore della 21esima edizione.
“La prima categoria – afferma Stokholma – è quella di chi racconta la realtà attraverso il proprio sguardo. Storie di famiglia, di esilio, di guerra, memoria e libertà. Iniziamo dal premio al miglior documentario“.
Inoltre però, prima del premio vero e proprio, la giuria ha deciso di assegnare anche una menzione speciale ad “Un hiver russe” di Patric Chiha, il quale, non essendo presente in sala, ha mandato un video-messaggio di ringraziamento.
A vincere il premio, stabilito all’unanimità, è stato Mahsa Karampour con “Dans la gueule de l’ogre“. La giuria ha infatti definito il documentario come “Un film in cui la forma stessa è indissolubilmente legata alla mano che l’ha creato“.
“Una sorella che segue il fratello con una macchina da presa attraverso tre paesi, e una voce che s’interroga, anziché limitarsi a raccontare. Un film libero dagli schemi, che rifugge ogni sentimentalismo e lascia che il dolore e il senso di colpa emergano come fatti concreti“.
La cerimonia è poi proseguita con un esordio, ovvero il premio miglior opera prima Poste Italiane, ma prima ha ricevuto una menzione speciale il film di Lorenzo Ferro e Lucas A.Vignale con “El tren fluvial“.
La giuria ha descritto la pellicola come “Una storia di maturazione raccontata con una visione cinematografica originale, piena di invenzione, di magia, di cruelty, che ha assolutamente spiazzato il pubblico“.
Il premio miglior opera prima Poste Italiane invece, è stato assegnato a “Clementine Orange” di Lisa Forslunde.
Si tratta di “Un film sul desiderio come invenzione dell’altro e sulla possibilità di riconoscerlo e accoglierlo anche quando smette di corrispondere alla nostra fantasia“.
“Un racconto comico e struggente allo stesso tempo, sul bisogno di intimità, le differenze culturali e sociali, i modelli di mascolinità e femminilità, e lo fa con uno sguardo originale e spiazzante, una scrittura precisa e una giuria attenta a dettagli e interpretazioni“.
In seguito, la cerimonia si è sviluppata con la premiazione del concorso Progressive Cinema. Il premio speciale della giuria è stato conferito a “Yesterday the Eye Didn’t Sleep” di Rakan Mayasi. “Questo film rivela il coraggio che ci vuole a mettere in dubbio le proprie persone, senza ridurre il tutto a stereotipi“.
Successivamente, si è passati al premio per il miglior attore, il cui risultato è stato un ex aequo. “Abbiamo l’onore di presentare due grandi attori, che condividono le performance in maniera pari, quindi li annunceremo in ordine alfabetico“.
Pertanto, uno dei premi è andato all’attore Anthony Boyle con “I See Buildings Fall Like Lightning” di Clio Barnard. L’altro invece l’ha vinto Paolo Pierobon con il film di Simone Catania dal titolo “Brianza“.
Subito dopo, è toccato al premio per la miglior attrice. A riceverlo, Victoria Luengo nel film “Sants” di Mikel Gurrea. La cerimonia è proseguita con il premio per la migliore sceneggiatura.
Viene descritta come una pellicola che “non segue mai un percorso ovvio, evita cliché e fa delle scelte narrative molto intelligenti per la sua struttura e per la sottile narrazione, parlando della realtà politica dell’immigrazione, mantenendo comunque l’aspetto umano al centro“. Ad ottenere il riconoscimento, Abia Castillo, Diego Rabasa e Diego Luna con “Ceniza en la boca“.
Segue poi il premio alla miglior regia. A riceverlo, Rafiki Fariala con il film “Congo Boy“, “per la chiarezza e la precisione della sua visione, che ci immerge in un mondo complesso senza imporre giudizi, per una messa in scena che dà forma cinematografica alla realtà, accompagnando le emozioni del protagonista attraverso le immagini e un uso attento/sensibile alla musica“.
L’evento è continuato con la consegna del gran premio della giuria, consegnato a Tim Blake Nelson con il film “The Life and Deaths of Wilson Shedd“.
In seguito la giuria ha assegnato il premio al miglior film a “I See Buildings Fall Like Lightning” di Clio Barnard, “per un ritratto non sentimentale dell’energia e di un ensemble straordinario, il quale dimostra che possiamo trovare ancora rifugio nell’altro, anche quando gli edifici crollano“.
A conclusione della serata, è stato svelato il premio del pubblico Terna, una novità di quest’anno. Gli spettatori infatti, hanno potuto esprimere il loro voto, in base alle proprie preferenze, tramite la piattaforma ufficiale della Festa del Cinema di Roma.
Anche in questo caso, come in precedenza per il premio al miglior attore, si è raggiunto un ex aequo. Uno dei film scelti è stato “Mustang” di Kasia Smutniak, mentre l’altro ha riguardato “Congo Boy” di Rafiki Fariala.
In ultimo, è salito sul palco il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, proprio in rappresentanza dei cittadini della Capitale.
“Congratulazioni per questi risultati e complimenti a vincitori/premiati. Si conferma quello che per noi è fondamentale, ovvero che questa festa può essere una festa del pubblico con numeri straordinari, e al tempo stesso un Festival del Cinema“.
“Questa è la casa del cinema indipendente/libero. Sono film che ci parlano dei problemi del nostro tempo con una capacità e potenza che solo il cinema può dare, e ci aiutano a capire, e magari anche a cambiare, il mondo in meglio“.
“Quindi grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa meraviglia. Noi andiamo avanti – conclude il primo cittadino – per fare una festa sempre più bella e grande, di pubblico e di qualità. Grazie a tutti“.
Infine, proprio chiudendo la serata, è intervenuta la Direttrice Artistica della manifestazione, Paola Malanga.
“Io voglio ringraziare tutti, soprattutto la Fondazione del Cinema per Roma, che ha organizzato insieme alla parte artistica questi tredici giorni di film, incontri e momenti penso indimenticabili“.
“Voglio ringraziare le giurie, e naturalmente anche il pubblico di Roma, e voglio chiudere questa 21esima edizione, dandovi appuntamento sin da ora alla 22esima. Grazie a tutti e buone visioni future“.