Cerca nel sito

19.05.2025

Chiede alla Regione il rimborso del 50% del prezzo di voli mai effettuati: 26enne accusato di truffa

di Redazione
Chiede alla Regione il rimborso del 50% del prezzo di voli mai effettuati: 26enne accusato di truffa
Indice

PALERMO –  Eseguito dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria un decreto di sequestro preventivo, emesso d’urgenza nei confronti di un soggetto indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio, e per aver prodotto documentazione false che attestavano viaggi aerei sul territorio nazionale, al fine di ottenere il rimborso di quota parte del prezzo dei biglietti spettante ai residenti in Sicilia. L’operazione scaturisce a seguito di una complessa attività d’indagine info-investigativa.

La truffa architettata da un 26enne residente in Sicilia

Il protagonista della vicenda è uno studente 26enne, che avrebbe avanzato, tramite la piattaforma online SiciliaPei – Bando Caro Voli, delle richieste di rimborso di biglietti aerei per un ammontare complessivo pari a quasi 180mila euro, riuscendo ad ottenerne più di 86mila. La Regione Sicilia a quel punto, insospettita, ha deciso di bloccare ulteriori erogazioni, in attesa di verifiche più approfondite. Presentata inoltre una denunzia all’autorità giudiziaria.

La truffa studiata nei minimi dettagli

Le indagini svolte hanno consentito di acquisire elementi che dimostrerebbero come il giovane abbia attuato un’accurata sequela di artifici idonei a trarre in errore la Pubblica Amministrazione, contando sul fatto che i mandati di pagamento sono collettivi e che le autorizzazioni ai rimborsi riguardano un novero di soggetti tale da non far emergere subito cifre singolarmente “fuori scala“. Però, allo stato attuale dei fatti e in relazione ad una fase processuale che non ha ancora consentito l’intervento della difesa, occorre ricordare il principio costituzionale di presunzione d’innocenza dell’indagato, valevole ora e fino a condanna definitiva

L’odierno indagato avrebbe specificatamente prodotto, attraverso software di grafica e scrittura, carte di imbarco finemente contraffatte riproducenti sia ogni dettaglio dei documenti originali, che il QR Code che ne identifica univocamente le caratteristiche.

Il rimborso di quasi 900 pratiche dal valore di circa 67mila euro

I finanzieri pertanto, hanno dovuto vagliare ogni singola istanza, in modo da verificare l’attendibilità dei singoli documenti presentati, per evidenziare tutte le discrepanze con gli originali. Gli agenti hanno accertato che, soltanto nel mese di ottobre 2024, lo studente avrebbe richiesto ed ottenuto il rimborso di 892 pratiche per voli eseguiti in quel mese, ricevendo contributi per quasi 67mila euro, in relazione ad istanze relative a viaggi aerei nazionali eseguiti, come da documenti, nello stesso giorno e su più tratte contemporaneamente o comunque in un lasso temporale incompatibile con la presenza del medesimo soggetto su due diversi aeromobili.

Tra l’altro, quasi tutte le carte d’imbarco si sono rivelate inesatte per diversi particolari relativi alla veste grafica e all’impaginazione. Conclusa l’attività di verifica, solo tre di queste, con annessi rimborsi, si sono dimostrate reali e legittime.

Le indagini hanno anche permesso di ricostruire le movimentazioni finanziarie mediante cui l’indagato avrebbe incassato il denaro e successivamente come lo avrebbe reinvestito in titoli di Stato e fondi assicurativi, poi smobilizzati allo scopo di incamerare ulteriori profitti.

In considerazione delle complesse modalità di reimpiego del denaro, è stato emesso quindi un decreto di sequestro del saldo dei conti correnti e del conto titoli riconducibile all’indagato fino alla concorrenza dell’illecito profitto, quantificato precisamente in 86.340,96 euro.

Di seguito il video dell’operazione.

05:48