PALERMO – Ieri, domenica 11 dicembre, a Palermo, nei locali del TMO (Teatro Mediterraneo Occupato) è stata inaugurata la mostra Spazi d’eccezione/PIGS che, tra fotografie e una video proiezione, racconta la crisi che attraversa i paesi del Mediterraneo dal punto di vista degli artisti. La mostra è stata introdotta da Massimo Mazzone, portavoce di Escuela Moderna e Piter Perbellini, in rappresentanza di S.a.L.E. Docks, che hanno presentato i due libri che accompagnano il doppio progetto espositivo: P.I.G.S, presentato in Portogallo, Italia, Grecia e Spagna nel 2015, in spazi illegalmente occupati come in spazi istituzionali, e Spazi d’eccezione, il suo sviluppo su scala mediterranea.
Prendendo spunto dalle dinamiche dell’Expo di Milano e della Biennale di Venezia, il progetto vuole indagare gli effetti sullo spazio urbano e i flussi di vita che lo attraversano e smascherare le relazioni di potere che l’architettura e l’arte nascondono, così come sotto il nome di “Grandi Opere” o di “Stato d’eccezione”, il capitale esercita il suo controllo sugli spazi comuni annullando de facto le conquiste sociali del secolo scorso.
«Così come l’Expo si è basato sul ‘lavoro’ dei volontari e – dice Massimo Mazzone – ha lasciato macerie dopo aver sfruttato territorio e risorse umane per qualcosa di vetusto e difficilmente comprensibile in paesi in cui il mercato si muove e si fa conoscere da tempo con altri mezzi, così i P.I.G.S (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna – ‘maiali’ nella definizione della stampa finanziaria nordeuropea) hanno la funzione di essere allevati e consumati».
Per i due relatori i vari stati di emergenza (crisi economica, sicurezza e i massicci flussi migratori), nel loro non “eccezionale” perdurare, autorizzano i governi a sospendere a tempo indeterminato una serie di diritti che ritenevamo acquisiti, stigmatizzando il dissenso e esercitando un controllo oppressivo sugli spazi comuni e sulla mobilità delle masse. Da qui la necessità della riappropriazione alternativa e autogestita di spazi e pratiche da parte degli artisti e più in generale di tutti i soggetti che subiscono queste limitazioni.
La mostra sarà fruibile dal pubblico fino al 21 dicembre, dalle 10.00 alle 19.00, negli spazi occupati dal collettivo del TMO all’interno del complesso Fiera del Mediterraneo.
Davide Bologna