ENNA – Ieri la Polizia di Stato, e in particolare gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Enna, hanno dato seguito all’ordinanza di applicazione di misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese, emesso dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Enna, nei confronti di M.G., 33enne, resosi responsabile dei delitti di atti persecutori, lesioni personali e per aver perseguitato, con minacce e lesioni gravi, due pastori a Enna nei mesi di aprile e maggio 2019.
In particolare, due fratelli, pastori ennesi, mentre accompagnavano un gregge di pecore in terreni a loro disposizione, ma percorrendo le strade limitrofe si sono imbattuti in M.G. e A.L., il primo avente proprietà in quella zona, i quali si sono rivolti agli allevatori con tono minaccioso, intimandogli di non passare più da quelle parti.
Nonostante il tentativo di spiegazione fornito dai due pastori, M.G. e A.L. si sono avvicinati nuovamente con la macchina e hanno tentato di investirli. Poi, non essendovi riusciti, sono scesi dall’auto e si sono mossi verso di loro. A quel punto M.G., armato di un bastone, ha colpito con forza uno dei due pastori, al corpo e al viso, urlandogli “Sono venuto per ammazzarti!”, procurandogli una grave frattura alla spalla, determinando una prognosi maggiore di 30 giorni.
I pastori, per la paura di nuove ritorsioni, si sono rivolti alla polizia per denunciare l’aggressione subìta e le minacce precedenti. Sono state sviluppate pertanto le indagini da parte dei poliziotti, i quali, hanno raccolto un grave e preciso quadro indiziario a carico dei due aggressori, trasmettendolo alla autorità giudiziaria, ovvero la Procura della Repubblica del Tribunale di Enna.
La Procura della Repubblica di Enna ricevute le risultanze investigative, ha avanzato la richiesta di misura cautelare al gip del Tribunale di Enna, il quale ha emesso l’ordinanza di misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese nei confronti di M.G., con lo specifico divieto di mantenersi a una distanza inferiore di 300 metri dalle vittime.
I poliziotti della Squadra Mobile di Enna, allora, ricevuto il provvedimento per l’esecuzione, si sono messi subito alla ricerca del responsabile, rintracciandolo ed eseguendo il provvedimento coercitivo nei confronti dell’aggressore. Insieme al destinatario dell’ordinanza cautelare, è stato indagato in stato di libertà per gli stessi fatti anche il secondo soggetto, A.L., 36enne.
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