ENNA – All’alba di oggi, la Polizia di Stato, e in particolare la Squadra Mobile di Enna e il commissariato di Piazza Armerina, a conclusione di articolata e complessa attività investigativa -coordinata brillantemente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna – nelle persone del Procuratore Massimo Palmeri e del sostituto procuratore Orazio Longo – ha proceduto – con la collaborazione della Squadra Mobile di Catania, della Polizia Scientifica, della Digos, dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, dei Commissariati di Leonforte e Nicosia, e altre articolazioni della questura di Enna, della Polizia Stradale, nonché del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale – Palermo – e delle Unità Cinofile Antidroga della Questura di Palermo – a eseguire 24 misure cautelari, arrestando 14 soggetti, ed effettuare delle perquisizioni delegate nei confronti sia degli arrestati che degli altri destinatari di misura cautelare, tutti indagati per reati inerenti la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti – e, nello specifico, marijuana, hashish e cocaina – dimoranti a Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe, Barrafranca, Catania, Ramacca e San Cono.
Le indagini hanno riguardato anche diversi soggetti all’epoca minorenni, indiziati di varie condotte di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, anche in concorso con gli indagati maggiorenni, per i quali i poliziotti hanno eseguito – su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta – delle perquisizioni e contestuale notifica dell’informazione di garanzia.
In particolare, l’attività investigativa svolta dai poliziotti ha consentito di accertare una ramificata e attiva rete di soggetti, che, tra la fine del 2016 e il primo semestre del 2017, operava tra Piazza Armerina, i centri limitrofi e la provincia di Catania, dedicandosi all’acquisto, al trasporto, alla detenzione e alla commercializzazione di ingenti quantitativi di marijuana, hascisc e cocaina. L’indagine si è protratta per circa 9 mesi, periodo in cui sono stati effettuati numerosi arresti per tentare di disarticolare i vari gruppi di spacciatori e “interrompere” i canali di approvvigionamento dello stupefacente che giungeva nel “florido mercato illecito” di Piazza Armerina, acquisendo per alcuni indagati, peraltro, ulteriori riscontri della prosecuzione della loro attività illecita fino alla scorsa primavera.
L’indagine in argomento ha tratto origine da una preliminare attività di controllo condotta sul territorio, durante la quale si è avuto modo registrare un incremento della diffusione di sostanze stupefacenti nel centro armerino e in quello di Valguarnera Caropepe, dove sono stati individuati e controllati diversi giovani, anche minorenni trovati in possesso di droghe di vario tipo.
La consequenziale attività info – investigativa, ha consentito, quindi, di individuare i principali “spacciatori” di dette sostanze fra i soggetti oggi destinatari della misura cautelare e altri già noti poiché più volte arrestati, anche in flagranza di reato, per delitti connessi al traffico di stupefacenti. È stata pertanto avviata una articolata attività di indagine – con intercettazioni telefoniche e tra presenti nonché attività di osservazione anche con video sorveglianza – attraverso i quali si faceva luce sullo spaccio di sostanze stupefacenti nella città armerina. Dalle indagini è emerso come gli indagati pianificassero logisticamente le operazioni di approvvigionamento dello stupefacente; ne curassero dettagliatamente il trasporto; ne destinassero l’utilizzo attraverso l’attività di spaccio al dettaglio; il volume d’affari ragguardevole era tale da consentire ai vari indagati di sostenersi e di mantenere un buon tenore di vita.
Le indagini hanno consentito di scoprire i cosiddetti “canali di approvvigionamento”, che sono stati individuati, fra gli altri, nei “catanesi” P. M. A., donna, I. G. e D. F.; nei pregiudicati di Ramacca S. V. e C. D., nel pregiudicato D. M. di San Cono.
Lo sviluppo dell’attività di indagine ha permesso di delineare una “scissione” all’interno del gruppo criminale operante nel territorio di Piazza Armerina. Nello specifico Ambrogio Tagliarino, che fino a quel momento collaborava con Fabio Nicotra nell’attività di spaccio dello stupefacente, fornito da S. V., ha deciso di mettersi in proprio intimando a Nicotra di non spacciare più “nella zona di suo interesse”. Sintomatica, infatti, è apparsa la richiesta di aiuto avanzata da Nicotra, immediatamente dopo aver ricevuto le minacce di Tagliarino – a S. V., il quale, per tutta risposta, ha cercato di rassicurare i suoi “affiliati” promettendo un suo pronto intervento. La “riunione” per dirimere i contrasti insorti fra Tagliarino e Nicotra, infatti, è stata organizzata nel gennaio 2017 a Ramacca, riunione a cui hanno preso parte S. V., .C. D., Andrea treno, Tagliarino e Filippo Castoro.
In ordine ai contrasti insorti tra Castoro Treno e gli spacciatori di Ramacca (S. V. e C. D.), in quei giorni, anche a seguito di un incontro de visu tra Castoro e treno, in cui i due hanno avuto una accesa e violenta discussione a fronte di debiti che dovevano essere saldati in favore dei fornitori all’ingrosso dello stupefacente,Castoro Filippo si è attivato per reperire un’arma da un altro indagato, e così “armarsi” contro il rivale. Castoro è riuscito nell’intento. Inoltre lo stesso, con al seguito l’arma da fuoco, si è recato fin sotto l’abitazione di Treno, per attendere il momento favorevole per tendergli un agguato. Tuttavia, grazie all’azione degli investigatori si è scongiurata la potenziale faida di sangue. Infatti, i poliziotti hanno arrestato nel maggio 2017, in quanto è stato trovato in possesso proprio di un’“arma clandestina”, un congegno micidiale, costituito da più tubi di acciaio, capaci di esplodere cartucce calibro 12.
Il pubblico ministero titolare delle indagini, valutati gli esiti dell’attività investigativa, ha avanzato al giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Enna richiesta di Ordinanza di Misura Cautelare, che è stata accolta, dal giudice Maria Luisa Bruno, con conseguente emissione di provvedimenti cautelari a carico dei sottonotati soggetti:
-custodia cautelare in carcere:
-arresti domiciliari:
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-misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza con la prescrizione di rendersi reperibile per i controlli presso le rispettive abitazioni dalle ore 22 alle ore 7:
-misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria:
Nel corso delle perquisizioni, si è proceduto al sequestro dei alcuni quantitativi di sostanza stupefacente, di varia pezzatura:
I soggetti trovati in possesso della marijuana, sono stati denunciati in stato di libertà all’autorità giudiziaria per il così accertato nuovo episodio di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.