PALERMO – È stata accolta la tesi degli avvocati difensori, Francesco Moceri e Ferdinando Gianni Livigni, del cugino del boss latitante di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, revocando la confisca dei beni per sette milioni di euro.
A disporre la revoca nei confronti di Mario Messina Denaro, 65 anni, e della moglie Benvenuta Anna Maria Forte, 66 anni, sono stati i giudici di secondo grado della quinta sezione della Corte d’Appello di Palermo.
Nello specifico, risultano non essere “beni di provenienza illecita”, un’azienda casearia e un appartamento a Castelvetrano.
Confermata, invece, la sorveglianza speciale per Mario Messina Denaro, arrestato dapprima nel 2013 con l’accusa di tentata estorsione nei confronti dell’imprenditrice Elena Ferraro e successivamente lo scorso 6 dicembre, insieme alla moglie, per bancarotta fraudolenta patrimoniale in concorso.
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