Palermo, processo a Helg: Palazzolo racconta com’è riuscito ad incastrarlo

Palermo, processo a Helg: Palazzolo racconta com’è riuscito ad incastrarlo

PALERMO – “Io non ho mai pensato di pagare le somme chieste da Roberto Helg ma dopo aver ricevuto le richieste di tangente ero in uno stato di forte tensione emotiva, non sapevo cosa fare, vista l’importanza del personaggio”

Inizia così la deposizione di Santi Palazzolo, l’impreditore di Cinisi (Palermo), vittima dell’ex presidente di Confcommercio Palermo, Roberto Helg.

Helg, accusato di estorsione aggravata, è stato arrestato lo scorso 3 marzo dai Carabinieri nel suo ufficio della Confcommercio proprio mentre intascava il denaro (100 mila euro) chiesto per rinnovare la concessione, senza aumenti di canone, di uno spazio commerciale all’interno dell’aeroporto “Falcone Borsellino” di Palermo, al pasticcere Santi Palazzolo.

Fondamentale per l’arresto è stata la collaborazione di Palazzolo che aveva registrato la conversazione in cui Helg gli chiedeva i soldi della tangente.

Gli investigatori hanno spiegato che Helg, approfittando del  suo ruolo (rappresentante della Gesap, società che gestisce l’aeroporto “Falcone Borsellino” di Palermo) ha chiesto e ottenuto il pagamento di una somma di denaro di 100 mila euro a un esercente del settore della ristorazione, affittuario di uno degli spazi commerciali dell’aeroporto, il quale si era rivolto a lui per ottenere la proroga triennale del contratto a condizioni favorevoli. 

Helg, durante l’interrogatorio di garanzia, aveva inizialmente tentato di respingere le accuse ma poi ha ammesso di aver chiesto per la prima volta la tangente a causa delle difficoltà economiche in cui si trovava per un’ipoteca sulla casa e il fallimento dell’impresa che presiedeva.

Intanto la Procura indaga anche sull’ex  direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta, licenziato dai vertici del ‘Falcone e Borsellino’.

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