Il rapporto di ActionAid e Università di Bari fotografa i CPR di Caltanissetta e Trapani: meno rimpatri e maggiori costi di gestione.
Meno rimpatri, meno ingressi e costi di gestione in crescita. È il quadro che emerge dai dati del 2025 sui Centri di permanenza per i rimpatri (CPR) di Caltanissetta-Pian del Lago e Trapani-Milo, analizzati da ActionAid Italia e dal Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Secondo l’aggiornamento al 31 dicembre 2025 della piattaforma open data Trattenuti e il rapporto Espulsioni. Un’analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025, nei due centri siciliani si sono registrati 1.179 ingressi e 476 rimpatri, circa 40 ogni 100 ingressi. Nel 2024 il rapporto era di circa 79 rimpatri ogni 100 ingressi.
Nello stesso periodo, i rimpatri sono diminuiti del 65,3%, passando da 1.372 a 476, mentre gli ingressi sono calati del 32%, da 1.735 a 1.179. La spesa complessiva per gestione e manutenzione è invece salita da 3,77 milioni ad almeno 4,28 milioni di euro, con un incremento del 13,6%.
Nei due CPR siciliani emergono andamenti differenti sul fronte degli ingressi, dei rimpatri e delle spese.
A Caltanissetta, gli ingressi sono scesi da 1.407 nel 2024 a 526 nel 2025, con una riduzione del 62,6%. I rimpatri sono passati da 1.207 a 281, diminuendo del 76,7%. Il rapporto tra rimpatri e ingressi è così sceso dall’85,8% al 53,4%.
La spesa per la sola gestione è arrivata a 1.539.528,92 euro, in aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente, a cui si aggiungono 105.534,11 euro per la manutenzione ordinaria. Secondo il rapporto, il costo complessivo per ogni rimpatrio è passato da circa 1.593 ad almeno 5.854 euro.
A Trapani-Milo, invece, gli ingressi sono quasi raddoppiati, passando da 328 a 653, con un aumento del 99,1%. I rimpatri sono saliti da 165 a 195, pari a un incremento del 18,2%. Il rapporto tra rimpatri e ingressi è tuttavia diminuito dal 50,3% al 29,9%.
La spesa complessiva ha raggiunto 2.636.387,80 euro, il 42,9% in più rispetto al 2024. Di questa cifra, 1.534.198,28 euro riguardano la gestione, 83.518,66 euro la manutenzione ordinaria e 1.018.670,86 euro quella straordinaria. La sola gestione è aumentata del 124,9%, mentre il costo per ogni rimpatrio è salito da circa 11.183 a 13.520 euro.
Il calo registrato in Sicilia si inserisce in una tendenza nazionale. Nel 2025, i CPR italiani hanno registrato complessivamente 6.835 ingressi e 1.732 rimpatri, pari al 25,3% degli ingressi. Il dato siciliano resta quindi superiore alla media nazionale.
Dei 4.784 rimpatri forzati complessivi, 3.052, pari al 63,8%, sono stati eseguiti senza passare dai CPR. Rispetto al 2022, i rimpatri effettuati dai centri sono diminuiti del 45,1%, mentre la capienza effettiva è aumentata di circa il 10%.
Nel 2025, per ogni rimpatrio eseguito dai CPR si sono accumulate circa 148 giornate complessive di trattenimento. La spesa nazionale per la gestione e la manutenzione dei centri ha raggiunto 24,66 milioni di euro.
Un altro dato evidenziato dal rapporto riguarda le uscite dai centri per mancata convalida o proroga del trattenimento. In Sicilia sono passate da 110 nel 2024 a 351 nel 2025, con un incremento del 219,1%. La loro incidenza sul totale degli ingressi è salita dal 6,3% al 29,8%.
Nei due CPR siciliani sono stati trattenuti 588 richiedenti asilo, pari al 49,9% degli ingressi, contro il 40,1% registrato a livello nazionale. Le persone provenienti dal carcere sono state 222, il 18,8% degli ingressi, rispetto al 16,2% nazionale.
La Sicilia ospita anche i due Centri di trattenimento per il rimpatrio dei richiedenti asilo (CTRA) di Modica e Porto Empedocle, destinati alle persone sottoposte alle procedure di frontiera. Nel 2025, a fronte di 134 posti complessivi, sono stati registrati appena 12 ingressi, sei per struttura. Tutti i trattenimenti sono cessati per mancata convalida da parte dell’autorità giudiziaria.
A Caltanissetta, i richiedenti asilo trattenuti sono stati 187, pari al 35,6% degli ingressi: 96 lo erano già al momento dell’ingresso e 91 hanno presentato domanda durante la permanenza nel centro. Le persone provenienti dal carcere sono state 112, il 21,3% degli ingressi. Le uscite per mancata convalida sono aumentate da 68 a 92.
A Trapani-Milo, i richiedenti asilo sono stati 401, pari al 61,4% degli ingressi: 99 avevano già presentato domanda prima di entrare e 302 l’hanno presentata nel centro. Le persone provenienti dal carcere sono state 110, il 16,8% degli ingressi. Le uscite per mancata convalida o proroga sono passate da 42 a 259, superando il numero dei rimpatri effettuati nel corso dell’anno.
Fabrizio Coresi, esperto di migrazioni per ActionAid, ha richiamato l’attenzione sul calo dei rimpatri e sull’aumento dei costi dei centri siciliani.
“Nei CPR siciliani la spesa cresce mentre i rimpatri crollano. La caduta si concentra nei rimpatri di cittadini tunisini, che passano da 1.228 a 243”, ha affermato, collegando il dato alla sospensione dei voli charter verso la Tunisia.
Coresi ha inoltre criticato il ricorso alla detenzione amministrativa, chiedendo di superare un sistema che, secondo ActionAid, comporta costi elevati e rischi per i diritti fondamentali delle persone trattenute.
Il rapporto documenta anche episodi di protesta e segnalazioni sulle condizioni di permanenza nei due centri.
Nel giugno 2025, a Caltanissetta, la Rete Siciliana contro il Confinamento ha riferito di uno sciopero della fame collettivo seguito a un tentativo di suicidio. Le segnalazioni raccolte descrivono inoltre proteste e denunce relative alle condizioni di trattenimento. Alla fine di agosto 2026, il centro è stato nuovamente interessato da disordini e incendi.
Anche a Trapani-Milo sono stati segnalati episodi di forte disagio. Nel marzo 2025 sarebbero avvenuti almeno due tentativi di suicidio. Durante una visita nell’aprile dello stesso anno, gli europarlamentari Ilaria Salis e Leoluca Orlando hanno denunciato situazioni di grave disagio e autolesionismo.
Il Garante nazionale, pur rilevando buone condizioni di conservazione nel settore E, ha segnalato l’assenza di campanelli di emergenza e l’inadeguatezza del locale destinato all’osservazione sanitaria.
Il rapporto di ActionAid e dell’Università di Bari mette così in evidenza un sistema nel quale, nel 2025, la spesa per i CPR siciliani è aumentata mentre i rimpatri sono diminuiti, accompagnandosi a un incremento delle uscite per mancata convalida o proroga del trattenimento e a segnalazioni sulle condizioni di permanenza nei centri.