La Corte costituzionale respinge il ricorso del Governo contro la norma siciliana che consente alle imprese danneggiate dal ciclone Harry di ottenere ristori senza verifica del Durc fino al 31 dicembre 2026
La Corte costituzionale dà ragione alla Regione Siciliana sulla norma che consente alle imprese danneggiate dal ciclone Harry di accedere ai ristori economici senza dover dimostrare la regolarità contributiva. Con la sentenza numero 183, depositata oggi, la Consulta ha respinto le questioni sollevate dal Governo contro l’articolo 1, comma 7, della legge regionale numero 3 del 2026.
La disposizione stabilisce che gli interventi urgenti finanziati con risorse regionali per fronteggiare i danni causati dalla calamità climatica dello scorso gennaio non sono subordinati alla regolarità contributiva fino al 31 dicembre 2026.
Il ricorso del Governo contestava la presunta violazione delle competenze legislative dello Stato e della Regione, con particolare riferimento alla tutela della concorrenza e alla previdenza sociale. Per i giudici costituzionali, tuttavia, la norma regionale non è illegittima.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha rivendicato la scelta del governo regionale di intervenire tempestivamente a favore delle attività danneggiate.
“La decisione della Corte costituzionale conferma la validità della scelta del mio governo: aiutare subito le imprese colpite dal ciclone Harry, sostenere la ripresa delle attività e tutelare i posti di lavoro. È un risultato che accolgo con soddisfazione. Abbiamo voluto una deroga temporanea al Durc per consentire alle aziende danneggiate di accedere ai ristori nel momento del bisogno. Gli obblighi contributivi restano fermi, ma di fronte a una calamità così grave era necessario intervenire con strumenti straordinari. Continueremo a stare accanto a chi lavora e dà lavoro in Sicilia, con risposte concrete”.
Anche l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Giusi Savarino, ha commentato la pronuncia della Consulta, sottolineando la necessità di garantire risposte immediate alle imprese colpite.
“Oggi la Consulta dà ragione al governo Schifani sulla legittimità del lavoro e degli sforzi compiuti per sostenere le imprese danneggiate dal ciclone Harry, un evento eccezionale che richiedeva risposte immediate e coraggiose”.
Savarino ha inoltre precisato che il ricorso sarebbe nato dalle obiezioni sollevate dalle altre regioni colpite dal ciclone, che non avevano previsto gli stessi aiuti adottati dalla Sicilia.
“La Regione Siciliana si è attivata da subito, con proprie risorse, prevedendo ristori immediati anche per le aziende con criticità rispetto al Durc, perché potessero tornare operative, per tutelare occupazione ed economia. Il percorso che abbiamo intrapreso era giusto e legittimo“.