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10.05.2025

Chiusa pizzeria nel Catanese, tutte le irregolarità riscontrate

di Redazione
Chiusa pizzeria nel Catanese, tutte le irregolarità riscontrate
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CATANIA – Nell’ambito dei controlli volti a tutelare la salute dei consumatori, i carabinieri della Stazione di Gravina di Catania, in collaborazione con i colleghi specializzati del Nucleo Anti Sofisticazione NAS di Catania, hanno eseguito un’attività ispettiva in una pizzeria da asporto.

L’amministratrice unica dell’azienda, una 54enne residente a San Pietro Clarenza, è stata denunciata per detenzione di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione.

Chiusa pizzeria a Gravina di Catania

Durante le verifiche, i militari dell’Arma hanno accertato che alcuni alimenti come carne e verdure erano stati acquistati freschi ma poi congelati. Tale pratica, però, nel settore della ristorazione deve rispettare regole ben precise, perché vi è necessità di un abbattitore termico adeguato al numero e alla pezzatura degli alimenti da congelare, si possono congelare solo materie prime, semilavorati e piatti pronti, a patto che siano confezionati in involucri resistenti e idonei al contatto con gli alimenti.

Non possono essere inoltre congelati avanzi e alimenti in cattivo stato di conservazione, e l’alimento congelato in maniera autonoma non può essere commercializzato in quanto tale, ma adoperato solo per successive preparazioni. In questo caso, i carabinieri hanno trovato 7 kg di prodotti congelati in maniera non idonea, privi di qualsiasi indicazione circa la data di produzione o il numero del lotto, dati indispensabili per la tracciabilità a garanzia dei consumatori. Per tale motivo, pollame, carni rosse e verdure varie sono stati sequestrati, e verranno distrutti.

Le carenze amministrative

L’ispezione del laboratorio ha fatto anche emergere carenze amministrative a carico dei due titolari, un 47enne e un 31enne rispettivamente di San Pietro Clarenza e San Giovanni la Punta, i quali lavoravano senza aver mai ottenuto l’autorizzazione dall’autorità sanitaria competente, che certifica che tutti i locali dell’attività ristorativa sono stati progettati e disposti in modo da garantire una corretta prassi igienica per evitare la contaminazione dei prodotti.

Le altre irregolarità

I carabinieri hanno accertato che una porta di servizio, adoperata per il carico/scarico delle merci e per riporre all’esterno i rifiuti, non era munita di rete cattura insetti, lasciando così la possibilità a insetti o roditori di entrare liberamente nel laboratorio.  

Per tali carenze, i due proprietari sono stati sanzionati per 3mila euro e il locale rimarrà chiuso fino a quando non verrà sanificato e supererà la prevista ispezione sanitaria.

Si ricorda comunque la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva. 

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