Il 12 ottobre alla Sala Teatro di Piazza Scammacca la presentazione del cartellone 2026/27. Orazio Marletta: "Un teatro più inclusivo, capace di rispettare le differenze e i diversi punti di vista"
Tutto pronto per la seconda stagione di Teatro Amore Mio Produzioni, che torna con un nuovo cartellone dedicato alla nuova drammaturgia e con una particolare attenzione ai giovani talenti e ai cambiamenti della società contemporanea.
“Sarà una stagione interamente dedicata alla nuova drammaturgia e al legame tra passato, presente e futuro, con una trasversale e variopinta visione sulla nostra società”. È questo il messaggio che Orazio Marletta, attore, regista, drammaturgo e direttore artistico della Compagnia Teatro Amore Mio Produzioni, vuole trasmettere attraverso gli spettacoli inediti inseriti nella seconda stagione.
“Dopo il successo di critica e di pubblico – continua Marletta, premiato a Taormina alla terza edizione del Premio Wilhem Von Gloeden, promosso dall’Associazione Jacques Fersen, come talento emergente – questa seconda edizione punta ancora una volta sui giovani e sul loro potenziale artistico e umano, capace di raccontare la nostra società tra vizi e virtù”.
Il nuovo cartellone punta così a consolidare il percorso avviato nella prima stagione, proponendo un’offerta culturale sempre più variegata, nella quale la nuova drammaturgia diventa strumento per osservare e raccontare il presente senza perdere il rapporto con il passato e con le nuove generazioni.
Le novità della nuova stagione saranno presentate lunedì 12 ottobre alle 18.30, sul palco della Sala Teatro di Piazza Scammacca, a Catania.
Sarà la giornalista Elisa Guccione a svelare gli appuntamenti e le novità del cartellone 2026/27 di Teatro Amore Mio Produzioni, che da ottobre a maggio proporrà al pubblico una programmazione articolata tra spettacoli inediti e nuovi percorsi artistici.
Al centro del progetto resta anche il valore sociale del teatro e la volontà di creare uno spazio aperto alle differenze e alla libertà di espressione.
“Credo e voglio un teatro più inclusivo, dedito a rispettare le differenze e i diversi punti di vista di ognuno – conclude Orazio Marletta – per una società che non ha paura di vivere i propri sentimenti e soprattutto non deve nasconderli per timore dei pregiudizi sociali”.
