La storica Compagnia Arte e Pupi dei Fratelli Napoli, giunta alla quinta generazione di maestri pupari, presenta "Come Orlando acquistò le armi". Appuntamento sabato 17 ottobre alle 20.30 nella Chiesa di San Giorgio e San Dionigi, in via Acquicella
La magia dell’Opera dei Pupi torna protagonista a Catania con uno spettacolo dedicato alle gesta di Orlando e dei Paladini di Francia. In occasione della nuova edizione de “Le Vie dei Tesori“, la storica Compagnia Arte e Pupi dei Fratelli Napoli porterà in scena la rappresentazione “Come Orlando acquistò le armi“, uno degli episodi più amati della tradizione cavalleresca siciliana.
L’appuntamento è fissato per sabato 17 ottobre, alle ore 20.30, nella Chiesa di San Giorgio e San Dionigi, in via Acquicella 104, a Catania.

Protagonista della serata sarà la Marionettistica dei Fratelli Napoli, famiglia di maestri pupari catanesi giunta alla quinta generazione, che continua a tramandare l’antica arte dell’Opera dei Pupi attraverso spettacoli capaci di coinvolgere pubblici di tutte le età.
Lo spettacolo, su copione di Alessandro e Fiorenzo Napoli, ripropone uno dei racconti che un tempo appassionavano gli spettatori dei teatri di quartiere catanesi. Al centro della rappresentazione, il momento in cui Orlando conquista le proprie armi e indossa per la prima volta la preziosa armatura, dopo aver affrontato importanti prove e riti d’iniziazione.
Un passaggio fondamentale nella storia del celebre paladino, simbolo di coraggio, nobiltà e fedeltà agli ideali cavallereschi.

“Si vedrà come Orlando, protagonista della “Storia dei Paladini di Francia”, esempio di nobiltà, lealtà ed eroismo cavalleresco, acquisterà le armi – spiega Davide Napoli –, diventando il primo cavaliere della sua epoca, che nei teatri dell’“Opira” incarnava un modello nobilissimo di lealtà ed eroismo cavalleresco”.
La rappresentazione affonda le proprie radici nella letteratura cavalleresca medievale e, in particolare, nell’antica chanson de geste francese “La Chanson d’Aspremont“.
Le vicende di Orlando sono state tramandate nei secoli attraverso numerose opere letterarie, dai cantari italiani ai romanzi in prosa di Andrea da Barberino, fino al poema in ottave “Le prime imprese di Orlando” di Ludovico Dolce. Questi racconti confluirono successivamente nel romanzo a dispense di Giusto Lodico, diventando parte integrante del repertorio tradizionale dell’Opera dei Pupi siciliana.
Un patrimonio narrativo che i Fratelli Napoli continuano a custodire e reinterpretare, mantenendo vivo il legame tra le antiche storie dei paladini e la cultura popolare catanese.
La nuova messinscena punta a valorizzare non soltanto la figura di Orlando, ma anche altri personaggi fondamentali della narrazione. Particolare attenzione è stata dedicata a Milone e Almonte, ai quali viene attribuito maggiore spessore drammaturgico, mentre nell’intreccio trova spazio anche Peppininu, la celebre maschera della tradizione catanese.
“Nella nuova drammaturgia dell’Opera dei Pupi – spiega Fiorenzo Napoli –, adattando i diversi materiali narrativi si è voluto dare grande spessore ai personaggi di Milone e Almonte, inserendo nell’intreccio del racconto la maschera catanese di Peppininu e riuscendo così anche a soddisfare un pubblico moderno, formato non solo da cultori e appassionati, ma anche da giovani abituati alla velocità dei tempi cinematografici e dei media”.
L’obiettivo della compagnia è dunque avvicinare anche le nuove generazioni all’Opera dei Pupi, attraverso una narrazione coinvolgente che conserva i tratti distintivi della tradizione.
La rappresentazione si preannuncia come una serata brillante e ricca di emozioni, nella quale le vicende dei cavalieri carolingi diventano occasione per raccontare valori ancora attuali. Come sottolinea Alessandro Napoli, i personaggi incarnano ancora una volta gli ideali tradizionali dell’unità familiare, della lealtà e della lotta contro il male, nella ricerca di un mondo più giusto.
Attraverso duelli, imprese cavalleresche e personaggi simbolici, “Come Orlando acquistò le armi” intende offrire al pubblico un’esperienza immersiva nella storia e nell’immaginario dell’Opera dei Pupi.