Ospite principale Giuseppe La Venia, giornalista conosciuto ed apprezzato, inviato di punta della RAI che è stato accolto calorosamente
Il “Rapisardi” di Paternò con il suo Liceo Artistico ha partecipato alla mattinata seminariale “Potere alla parola”: Giuseppe La Venia incontra gli studenti dell’Accademia e dell’Artistico “Rapisardi” di Paternò. Un confronto sul valore dell’informazione, sulla responsabilità del giornalismo e sulla forza comunicativa del silenzio. Attività promossa dalla Cattedra di Costume per lo Spettacolo, condotta dalla prof.ssa Maria Liliana Nigro, docente di Storia del costume e dal suo team di ricerca, Ricchena, Platania, Zuccaro, Di Mauro, Alfieri e Ragonesi.
Ospite principale il “nostro” Giuseppe La Venia, giornalista conosciuto ed apprezzato, inviato di punta della RAI che è stato accolto calorosamente nell’aula magna “Sciavarello” dell’Accademica dalla Prof. Nigro con la Dirigente D’Amico e dall’entusiasmo degli studenti. La mattinata di studio ha visto, inoltre ,la presenza di alcuni docenti dell’Accademia quali i proff. Vincenzo Tromba, Salvatore Li Giudice e Federica Cassia Nutrito, oltre alla partecipazione di autorevoli ospiti rappresentanti delle istituzioni, della magistratura e della governance locale, delle professioni come della cultura e della imprenditoria
La Nigro, nell’aprire i lavori della tavola rotonda, si è soffermata sul valore del linguaggio e sulla responsabilità etica di chi, attraverso la comunicazione, è chiamato a raccontare e a interpretare la realtà, rendendola cronaca credibile, affidabile, vera, responsabile e rigorosa nella verifica delle fonti. Una cronaca anche coinvolgente, specie quando il caso è complesso e ha una forte valenza mediatica, ha aggiunto La Venia, con la chiarezza che gli è propria e conosciamo, focalizzando l’attenzione dei presenti tra aneddoti, difficoltà ed episodi toccanti e significativi che hanno segnato la sua attività di giornalista. Lo stimolante confronto che ne è seguito tra gli intervenuti e il pubblico, tra domande e interventi tutti interessanti, ha trasformato l’Aula Magna in un luogo di dialogo tra professionisti, istituzioni e giovani, offrendo agli studenti universitari e ai nostri studenti del “Rapisardi” un’importante occasione di confronto diretto con il mondo dell’informazione, del giornalismo e della società civile.
Il prosieguo dei lavori si è incentrato sul Potere della parola e sul Silenzio, tra loro connessi quali fondamenti del buon giornalismo. Non conta solo il dire, ma il come: il linguaggio, il rigore, l’etica nel separare il fatto dalla cronaca interpretativa che si trasforma in gogna mediatica, una piaga del nostro tempo. Il silenzio, dunque, in questo senso non è assenza, ma ascolto, attenzione e rispetto per la dignità umana, oltre la privacy diversamente pretesa e tutelata. In questa prospettiva, la Moda è linguaggio libero che esprime arte ed estetiche plurali dei territori e dei sistemi sociali e identitari che le fecondano; in particolare, esprime una Sicilia ripensata storiograficamente come «aperta», oltre ogni folclorismo, al centro del Mediterraneo dagli orizzonti infiniti.
Rilevante, quale interlocutore consolidato dell’Accademia di Belle Arti di Catania, è stata la partecipazione del Liceo Artistico “Rapisardi” di Paternò, rappresentato dalla dirigente scolastica, dott.ssa Maria Grazia D’Amico, e dalla delegazione composta dalle proff.sse Chiara Romeo, già studentessa dell’Accademia di Belle Arti e allieva della prof.ssa Nigro, e Gabriella Savia, con la classe 5LB dell’Artistico. In più momenti della mattinata seminariale, la stessa dirigente D’Amico e la prof.ssa Nigro hanno ribadito l’utilità del percorso virtuoso che affianca il “Rapisardi” al nostro Ateneo, all’Accademia: una sinergia che ha già prodotto benefici, arricchimento reciproco e nuove opportunità.
A suggellare la mattinata di lavoro, una sorpresa gradita e quasi attesa: la moda come linguaggio, con la sfarzosa sfilata di alcuni modelli di una collezione ispirata a Sant’Agata e alla Sicilia, realizzata dal team Platania, Grasso, Lembo e Zuccaro e che ha visto ancora protagonista il “Rapisardi “con la giovane stilista Miriam Sciacca e il suo abito “ Trame di Sicilia” presentato e apprezzato alla Biennale di Venezia
Le creazioni si configurano come un omaggio alla “grande Sicilia“, continente plurale, e al Mediterraneo diversamente configurato nei suoi miti e nelle sue sante, nella figura di Sant’Agata, evocando al contempo valori universali, propri dell’uomo e di una società cosmopolita e integrata, come hanno dichiarato gli autori della collezione. Un’occasione per ribadire il diritto-dovere della «restanza», oltre il Grand Tour, in questa isola atlantea, per riprendere Lionardo Vigo: tra radici da riscoprire e rinnovate opportunità da cogliere.







Articolo redatto in collaborazione con Luigi Sanfilippo e Anna Sanfilippo