Al Palazzo della Cultura di Catania, scuola, università, istituzioni e imprese a confronto sul nuovo indirizzo che l’Istituto intende richiedere. Al centro, valorizzazione del territorio, opportunità professionali e contrasto alla dispersione scolastica
Una scuola capace di interpretare i cambiamenti del territorio e di trasformarli in opportunità per i giovani. È questa la prospettiva emersa dalla tavola rotonda “La scuola innovativa per il territorio”, svoltasi il 26 ottobre 2026 presso il Palazzo della Cultura di Catania. L’incontro è stato dedicato alla presentazione di “Management e marketing dei prodotti del benessere e Made in Italy”, la proposta di riorientamento dell’indirizzo Servizi Commerciali che l’Istituto De Felice-Olivetti intende richiedere, per rispondere ai nuovi bisogni formativi e professionali del territorio.
La proposta mette in relazione benessere, enogastronomia, moda, cultura d’impresa e comunicazione, con l’obiettivo di formare giovani capaci di conoscere, promuovere e valorizzare i prodotti e le eccellenze locali. Una prospettiva che nasce da una duplice esigenza: rendere i percorsi scolastici più motivanti e vicini agli interessi degli studenti e rispondere alla richiesta di competenze proveniente dal mondo produttivo.
Ad aprire i lavori è stato il professor Massimo Costanzo, docente di Economia dell’Istituto e ideatore del progetto, che ha illustrato le caratteristiche della proposta e le ragioni della sua elaborazione. Il collegamento tra formazione e realtà professionale è stato presentato come uno strumento per dare significato allo studio, sostenere l’orientamento e contrastare la dispersione scolastica.
A seguire, la dirigente scolastica Anna De Francesco ha approfondito le motivazioni che hanno guidato l’Istituto nella scelta di proporre il nuovo indirizzo: ampliare le opportunità formative, rispondere ai bisogni del territorio e offrire agli studenti prospettive concrete, sia per l’inserimento nel mondo del lavoro sia per la prosecuzione degli studi universitari. La dirigente ha inoltre richiamato l’impegno dei docenti nei percorsi di formazione promossi da INDIRE, sottolineando il valore dell’aggiornamento professionale per sostenere l’innovazione didattica e accompagnare lo sviluppo della proposta. Un progetto che intende rendere gli studenti protagonisti di scelte consapevoli, attraverso una preparazione capace di coniugare conoscenze, competenze e aspirazioni personali.
Il valore del raccordo con le imprese locali è stato richiamato dall’onorevole Andrea Guzzardi, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Catania, che ha sottolineato la necessità di costruire un percorso radicato nella conoscenza del territorio. Le competenze di marketing devono accompagnarsi alla comprensione dei prodotti, delle filiere e della cultura che li esprime: saper raccontare un’eccellenza significa conoscerne l’origine, la qualità e il valore.
Sul piano didattico, la prof.ssa Sabrina Malizia, specialista dell’insegnamento e delle nuove metodologie, ha evidenziato le potenzialità di un apprendimento fondato su scenari, compiti autentici e situazioni concrete. La progettazione per unità di apprendimento, le esperienze di formazione scuola-lavoro e l’apprendistato possono aiutare gli studenti a mettere in relazione le discipline e ad applicare quanto appreso. Anche la valutazione, in questa prospettiva, deve osservare la capacità di affrontare problemi e portare a termine attività significative. L’obiettivo è accompagnare ciascun giovane verso il successo formativo, facendo emergere attitudini e potenzialità.
Particolare interesse per la proposta è stato espresso dal dottor Giuseppe Gullotta, intervenuto in rappresentanza del Ministero dello Sviluppo Economico e del Made in Italy.
Nel suo contributo, il benessere è stato interpretato come cura della persona a tutto campo, in relazione con la qualità delle produzioni e con la valorizzazione delle eccellenze. Il Made in Italy, ha osservato, è una realtà dinamica: la tutela della tradizione deve procedere insieme alla ricerca e all’innovazione. Tra gli esempi richiamati, la produzione di spirulina nel territorio di Caltagirone, espressione della capacità di sviluppare nuove opportunità produttive. Da qui l’importanza di una rete tra scuola, università e imprese, anche per favorire il ricambio generazionale e l’incontro tra competenze dei giovani e necessità aziendali.
Un contributo concreto alla costruzione di questa rete è arrivato dal mondo universitario. La professoressa Rosaria Acquaviva, Professoressa ordinaria di Biologia farmaceutica UNICT, nell’ambito delle scienze del farmaco e della salute, ha illustrato la possibilità di coinvolgere gli studenti in attività laboratoriali presso il Dipartimento. Alimentazione, cosmetologia e studio delle risorse locali, come il fico d’India, possono diventare occasioni per comprendere il rapporto tra ricerca scientifica e sviluppo del territorio. Chi propone o vende un prodotto, infatti, deve conoscerne caratteristiche, proprietà e processi di realizzazione.

Su questo aspetto si è soffermato anche il professor Rosario Pignatello, Professore ordinario di Farmaceutico tecnologico applicativo UNICT, che ha richiamato l’attenzione sul controllo di qualità e sulla solidità delle conoscenze. Le competenze professionali richiedono basi culturali e scientifiche adeguate, indispensabili anche per comunicare correttamente il valore di un prodotto. In questo quadro, il digital storytelling può sostenere le aziende che realizzano produzioni di qualità ma incontrano difficoltà nel raccontarle e nel renderle riconoscibili.
Il professor Marco Romano, Professore ordinario di Economia e Gestione delle imprese UNICT, ha posto al centro il significato dell’apprendimento e la capacità di costruire relazioni di fiducia. Comprendere i bisogni delle persone, curare i diversi punti di contatto con il cliente e mantenere nel tempo il rapporto sono elementi essenziali della cultura d’impresa. Il settore del benessere, inoltre, si rivolge a fasce di età differenti e comprende anche il cosiddetto silver segment, legato alla popolazione più matura. Spazio, dunque, a tecnologie immersive, realtà aumentata e laboratori multisensoriali, insieme a un’educazione imprenditoriale che inizi già a scuola e trovi nelle testimonianze degli imprenditori occasioni di confronto e motivazione.

La disponibilità a collaborare è stata espressa anche dal dottor Angelo Pesce, in rappresentanza dell’Accademia dell’Alta Moda. Il suo intervento ha evidenziato il legame tra moda, benessere e Made in Italy, richiamando il bisogno di professionalità nella sartoria e nella modellistica. I social e gli strumenti digitali consentono oggi alle realtà locali di raggiungere pubblici lontani, ampliando le possibilità di promozione e sviluppo.
Il tema degli sbocchi occupazionali è stato affrontato dalla rappresentante di Sviluppo Lavoro Italia, dottoressa Viviana Cugurullo, che ha sottolineato l’utilità di analizzare i fabbisogni delle imprese attraverso strumenti come il sistema informativo Excelsior di Unioncamere. Conoscere le professionalità richieste aiuta a progettare un’offerta formativa coerente e a rispondere a una domanda decisiva per gli studenti e le famiglie: quali prospettive può aprire questo percorso?
A ricondurre il confronto alla sua dimensione educativa è stata la professoressa Giovanna Micale, Ministero dell’Istruzione e del Merito Osservatorio d’Area per la Dispersione Scolastica , intervenuta sul tema della dispersione scolastica. Un orientamento consapevole, l’acquisizione delle competenze di base e un saldo patto con le famiglie sono condizioni essenziali per restituire fiducia ai ragazzi. La presenza allo stesso tavolo di scuola, università, istituzioni e imprenditori rappresenta, in questa direzione, un esempio di collaborazione capace di offrire risposte ai cambiamenti dei giovani e del territorio.
In chiusura, la dirigente scolastica Anna De Francesco ha ringraziato i partecipanti per i contributi e per le disponibilità manifestate ribadendo il valore del collegamento tra formazione, risorse locali e contrasto alla dispersione.
Dalla tavola rotonda è emersa una prospettiva condivisa: costruire un percorso nel quale conoscenze, competenze e cultura del territorio possano crescere insieme, offrendo agli studenti strumenti per proseguire gli studi, entrare nel mondo del lavoro e contribuire allo sviluppo della propria comunità.