Il ministro della Cultura a Catania per la presentazione della candidatura della celebrazione agatina a patrimonio culturale immateriale dell'umanità: "Una tradizione che va oltre la devozione religiosa e rappresenta un patrimonio storico per tutto il Mediterraneo"
La Festa di Sant’Agata punta al riconoscimento di patrimonio culturale immateriale dell’Unesco e incassa il sostegno del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Il rappresentante del Governo, intervenuto a Catania in occasione della presentazione della candidatura, ha sottolineato il valore storico, religioso e culturale delle celebrazioni dedicate alla patrona della città etnea.
Una candidatura che, secondo il ministro, possiede caratteristiche di particolare rilievo per la sua storia millenaria e per il significato che la figura di Sant’Agata riveste non soltanto per Catania, ma anche per la Sicilia e per l’intero bacino del Mediterraneo.
“So quanto è importante la candidatura della celebrazione di Sant’Agata come patrimonio immateriale Unesco”, ha dichiarato Alessandro Giuli, parlando con i giornalisti.
Il ministro ha evidenziato l’unicità della tradizione agatina e il suo profondo legame con l’identità culturale della città.
“Senza nulla togliere agli altri luoghi della Sicilia e dell’Italia, ritengo che soltanto a Catania una simile candidatura possa essere posta all’attenzione dell’Unesco per ciò che rappresenta la patrona dal punto di vista storico per la città, per l’isola e per tutta la comunità del Mediterraneo rispetto alla quale l’Unesco ha uno sguardo molto attento”.
Un riconoscimento, quello auspicato, che valorizzerebbe non soltanto la dimensione religiosa della festa, ma anche il patrimonio di tradizioni, storia e identità collettiva custodito dalla comunità catanese.
Nel suo intervento, Giuli ha sottolineato come la figura della martire catanese abbia assunto nel corso dei secoli un significato capace di superare i confini della devozione confessionale.
“La figura di Agata è quella di una santa che va al di là di quelli che sono i canoni della splendida devozione confessionale di questa città”.
Secondo il ministro, la diffusione storica del culto agatino nel Mediterraneo rappresenta uno degli elementi di maggiore interesse della candidatura.
“Proprio per l’importanza storica così risalente nel tempo e diffusa nel bacino del Mediterraneo, rappresenta una potenziale ottima candidatura agli occhi dell’Unesco”.
La Festa di Sant’Agata, che ogni anno richiama a Catania una straordinaria partecipazione popolare, costituisce infatti uno dei momenti più significativi della vita religiosa e culturale della città, attraverso riti, processioni e tradizioni tramandate di generazione in generazione.
La candidatura punta a ottenere l’inserimento della celebrazione agatina nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, riservata alle tradizioni e alle pratiche culturali che le comunità riconoscono come parte della propria identità.
Il sostegno espresso dal ministro della Cultura rappresenta un passaggio significativo nel percorso di valorizzazione internazionale della festa, anche se l’eventuale riconoscimento dovrà essere valutato attraverso le procedure previste dall’Unesco.
Al centro della candidatura si collocano la continuità della tradizione, il coinvolgimento della comunità e il valore storico e culturale delle celebrazioni.
In conclusione, Alessandro Giuli ha espresso soddisfazione per la possibilità di sostenere un’iniziativa che considera particolarmente rappresentativa del patrimonio culturale italiano.
“Tutti i giorni, un ministro della Cultura deve essere orgoglioso di fare proprio il proprio lavoro”.
E ha aggiunto: “Farlo a Catania, proponendo una candidatura di tale spessore oggettivamente fa essere orgogliosi di rappresentare la cultura italiana“.
Per Catania, la candidatura della Festa di Sant’Agata a patrimonio immateriale Unesco rappresenta un’opportunità per rafforzare la tutela e la valorizzazione internazionale di una tradizione profondamente radicata nella storia e nell’identità della città.