Sanità, istruzione, infrastrutture e giovani tra le priorità indicate dal candidato, che ha criticato l’operato del governo regionale e denunciato le condizioni di una Sicilia che, a suo giudizio, è stata troppo spesso abbandonata a se stessa
L’ex europarlamentare Pietro Bartolo scende in campo per la presidenza della Regione Siciliana con Italia Viva – Casa Riformista, il movimento di Matteo Renzi.
Bartolo ha presentato la propria candidatura a Catania, all’Oasi Don Bosco, alla Playa, struttura che fa parte del network nazionale del terzo settore Rete Lampedusa, e ha incontrato nella stessa giornata gli esponenti provinciali del partito.
Una scelta, quella di candidarsi a governatore in Sicilia, dettata dal senso di responsabilità e dall’esperienza maturata in trent’anni accanto alle persone più fragili.
Bartolo punta su un centrosinistra unito, capace di superare le divisioni e dare risposte concrete ai siciliani. Per vincere serve compattezza.
“È fondamentale che il centrosinistra trovi l’unità per poter puntare alla presidenza della Regione. Ho notato che molte persone, soprattutto i giovani, non vanno più a votare anche perché vedono questa frammentazione. Quando si trovano davanti tanti piccoli partiti, ognuno con la propria bandierina, si chiedono: chi devo votare? Chi sono? Quali risposte possono darmi? Per convincere le persone a tornare alle urne, la prima cosa da fare è dimostrare di essere uniti.
Naturalmente, serve anche un programma concreto, con proposte e soluzioni. Elencare i problemi è facile, ma dobbiamo spiegare cosa vogliamo fare per affrontarli. Se vogliamo riconquistare la fiducia degli elettori e vincere le prossime elezioni, a livello regionale come nazionale, dobbiamo parlare del futuro e delle nostre proposte, non limitarci a criticare ciò che ha fatto il governo di centrodestra. La gente vuole sapere cosa intendiamo realizzare”, ha spiegato il medico di Lampedusa.
Le dimissioni di Anthony Barbagallo dalla segretaria regionale del Partito Democratico possono aprire la strada ad una ritrovare unità tra i dem.
“Barbagallo si è dimesso e la mia speranza è che, venendo meno uno degli elementi che hanno contribuito alla spaccatura interna, il partito possa ritrovare l’unità. È necessario ricostruire prima la coesione all’interno del Pd e poi quella dell’intero campo largo“.
Sanità, istruzione, infrastrutture e giovani tra le priorità indicate dal candidato, che ha criticato l’operato del governo regionale e denunciato le condizioni di una Sicilia che, a suo giudizio, è stata troppo spesso abbandonata a se stessa.
“Le priorità sono tante. Penso alla sanità, alle infrastrutture, all’istruzione, al lavoro e ai giovani. Sono questi i problemi principali che dobbiamo affrontare. Non possiamo pensare di risolvere tutto dall’oggi al domani, ma dobbiamo individuare le priorità e cominciare a lavorare concretamente su quelle. Dobbiamo restituire dignità alla Sicilia, una terra troppo spesso bistrattata, maltrattata e, direi, persino oltraggiata.
Il rischio è che i cittadini finiscano per fare di tutta l’erba un fascio, perdendo fiducia nella politica e nelle istituzioni” ha concluso Pietro Bartolo dall’Oasi Don Bosco.
Nei primi giorni di novembre la presentazione della candidatura proseguirà a Messina e Palermo, per concludersi a metà mese a Enna.