Approvate all'unanimità due delibere proposte dall'assessore Daniele Bottino. Diecimila euro in più dall'Istat per il Censimento 2026 e nuove disposizioni per gli organi municipali. Anastasi: "Catania fa storia, finalmente anche i presidenti dei Municipi sono sfiduciabili"
Il Consiglio comunale di Catania introduce la possibilità di sfiduciare i presidenti dei Municipi e approva una variazione di bilancio per il Censimento della popolazione e delle abitazioni 2026. Sono questi i principali provvedimenti adottati dall’assemblea cittadina, presieduta da Sebastiano Anastasi, che nella seduta di ieri sera ha dato il via libera a entrambe le delibere proposte dall’assessore ai Servizi demografici e al Decentramento, Daniele Bottino.
Due atti approvati all’unanimità, con l’obiettivo di adeguare il regolamento comunale alla normativa regionale e aggiornare le risorse destinate alle attività censuarie.
Il primo provvedimento riguarda una variazione al bilancio di previsione 2026-2028, per la competenza dell’anno 2026, legata allo svolgimento del Censimento della popolazione e delle abitazioni.
La delibera è stata approvata all’unanimità dai 19 consiglieri presenti.
A illustrare le ragioni della modifica è stato l’assessore Daniele Bottino, che ha chiarito come si tratti di un adeguamento necessario a seguito dell’incremento delle risorse trasferite dall’Istat.
“Si tratta in realtà di una variazione obbligata – ha precisato Bottino – dovuta al versamento da parte dell’Istat, per lo svolgimento del servizio, di ulteriori 10mila euro rispetto alla previsione iniziale con il passaggio quindi del computo da 70mila a 80 mila euro”.
Le risorse complessive previste per il servizio passano dunque da 70mila a 80mila euro.
Il secondo punto all’ordine del giorno, approvato all’unanimità dai 20 consiglieri presenti, riguarda le modifiche e le integrazioni al regolamento sul decentramento urbano e sul funzionamento degli organi dei Municipi del Comune di Catania.
Il documento, approvato con un emendamento presentato dall’assessore Bottino, recepisce le disposizioni della normativa regionale vigente e introduce novità riguardanti il funzionamento degli organismi municipali.
L’aspetto più significativo è la regolamentazione della sfiducia nei confronti dei presidenti dei Municipi, una possibilità sulla quale il Consiglio comunale aveva chiesto un chiarimento alla Regione Siciliana.
“Il primo – ha specificato Bottino – è il parere dato dall’assessorato regionale agli enti locali sulla richiesta del Consiglio comunale, formulata dal presidente Anastasi, in merito alla possibilità di sfiduciare i presidenti di municipio, con la relativa regolamentazione. L’assessorato regionale ha normato la sfiducia e adesso stiamo apportando questa integrazione”.
La seconda modifica riguarda i permessi previsti per i consiglieri e i presidenti dei Municipi, con l’adeguamento del regolamento comunale alle disposizioni della legge regionale.
“Il secondo aspetto – ha proseguito l’assessore – fa riferimento all’applicazione della legge regionale riguardo ai permessi per i consiglieri e i presidenti dei Municipi, che vengono equiparati a quelli dei consiglieri comunali”.
Le modifiche intervengono quindi sia sulle regole relative alla responsabilità politica dei presidenti municipali sia sulla disciplina dei permessi per chi ricopre incarichi negli organi del decentramento cittadino.
Nel corso del dibattito sulla delibera sono intervenuti i consiglieri comunali Maurizio Caserta ed Erio Buceti, mentre l’assessore al Bilancio Marletta ha confermato la copertura finanziaria del provvedimento.
A sottolineare la rilevanza politica e istituzionale delle modifiche è stato il presidente del Consiglio comunale, Sebastiano Anastasi, che ha evidenziato come l’approvazione del nuovo regolamento rappresenti un passaggio significativo per il funzionamento dei Municipi.
Secondo Anastasi, con questo atto Catania “fa storia perché finalmente anche i presidenti dei municipi così come i sindaci e qualsiasi presidente di assemblea sono sfiduciabili“.
Il Consiglio comunale conclude così la seduta con due votazioni unanimi, intervenendo da un lato sulle risorse destinate al Censimento 2026 e dall’altro sulle regole che disciplinano il funzionamento e le responsabilità degli organi municipali della città.