CATANIA – La perdita della vita di un senzatetto a Palermo, a causa freddo e delle precarie condizioni in cui viveva, hanno scatenato un polverone mediatico attorno alla notizia.
A Catania sono, infatti, centinaia i clochard che vivono in ripari di fortuna. In seguito alle segnalazioni dei cittadini e delle associazioni di volontariato, il consigliere comunale Carmelo Sofia ha sottolineato come in tantissimi – italiani e non – si rivolgano con sempre maggiore frequenza alle parrocchie, alla Caritas e a tutti gli enti che operano in ambito sociale. Ciò accade per chiedere quell’aiuto e quel conforto che può fare la differenza tra la vita e la morte.
Anche la città di Catania ha preso in considerazione quella che ormai è una vera e propria emergenza sociale: l’amministrazione comunale è stata infatti sollecitata a riattivare tutte quelle iniziative che, in passato, hanno permesso di ottenere importanti risultati in questo contesto, come per esempio l’uso delle tende riscaldate.
Soprattutto nel periodo invernale, molti senza tetto cercano riparo all’interno degli ospedali, della stazione e dell’aeroporto. Strutture che, però, non sono adatte a rispondere ad una tale emergenza. Ecco perché, secondo Carmelo Sofia, la solidarietà dovrebbe essere attivata attraverso una cabina di regia che, accanto a Palazzo degli Elefanti, veda la presenza dei gruppi, delle parrocchie e dei centri di accoglienza.