L'Osservatorio Etneo segnala un incremento del tremore vulcanico, vicino alla soglia dei valori alti. Registrate anche modeste oscillazioni del suolo nel settore nordorientale del vulcano
Nuove variazioni nei parametri di monitoraggio dell’Etna, dove l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attraverso l’Osservatorio Etneo di Catania, ha segnalato un forte degassamento dal cratere di Nord-Est e un incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico.
Secondo quanto comunicato dagli esperti dell’INGV, le telecamere di sorveglianza hanno evidenziato un’intensa emissione di gas dal cratere nordorientale del vulcano.
Dal punto di vista sismico, a partire dalle ore 00:20 UTC (02:20 ora italiana) è stato registrato un incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico. Il parametro ha raggiunto il limite superiore della fascia dei valori medi, avvicinandosi alla soglia dei valori alti. Le sorgenti del tremore sono state localizzate poco a est del cratere Voragine, a una quota di circa 2.800 metri sul livello del mare.
L’attività infrasonica, invece, si mantiene su livelli molto bassi.
Gli strumenti di monitoraggio delle deformazioni del suolo hanno rilevato alcune variazioni.
In particolare, la rete GNSS non mostra cambiamenti significativi, mentre le stazioni clinometriche installate nel settore nordorientale dell’edificio vulcanico hanno registrato l’inizio di una fase caratterizzata da modeste oscillazioni ad alta frequenza in entrambe le componenti.
Il fenomeno è stato osservato a partire dalle ore 00:42 GMT (02:42 ora italiana).
I dati comunicati dall’INGV evidenziano dunque un aumento del tremore vulcanico, un forte degassamento dal cratere di Nord-Est e lievi oscillazioni rilevate dalle stazioni clinometriche.
L’evoluzione dei parametri sarà determinante per valutare eventuali cambiamenti dell’attività dell’Etna nelle prossime ore.