Il confronto si è svolto durante l'assemblea "Ecosistema Confindustria Catania – PNRR e politiche di coesione. I timoni della crescita del territorio", svoltasi al Monastero dei Benedettini di Catania
Si è tenuto, all’interno del Monastero dei Benedettini di Catania, il confronto fra il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, e la presidente di Confindustria Catania, Maria Cristina Busi Ferruzzi. Consegnato inoltre a Foti, da parte della presidente, il report “PNRR e politiche di coesione. I timoni della crescita del territorio“.
Nello specifico il documento condiviso riguardava analisi e proposte per la prossima fase del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con un quadro sull’evoluzione dell’economia etnea, il cui valore aggiunto è cresciuto del 7,83% nel 2023 e del 3,14% nel 2024 (Secondo il centro studi Tagliacarne). Presenti all’interno del testo, inoltre, anche le priorità relative alla programmazione futura in una ZES Unica stabile e riservata al Mezzogiorno, una nuova Decontribuzione Sud, soluzioni al peso dell’ETS ed un tavolo permanente per l’insularità. Ad esprimersi direttamente è la stessa Busi Ferruzzi, che ha dichiarato:
“Il PNRR deve diventare un metodo, ovvero un modello ordinario di programmazione, capace di trasformare gli investimenti in sviluppo strutturale, occupazione e competitività. La sfida è non disperdere questa opportunità, ma consolidare un metodo fondato su risorse certe, programmazione pluriennale e regole chiare”.
Tra gli argomenti trattati, inoltre, anche il peso della transizione ecologica sulle imprese: “Dobbiamo evitare che i costi della transizione ecologica – Ha aggiunto la presidente – diventino un fattore di svantaggio, favorendo la delocalizzazione delle produzioni verso Paesi con normative ambientali meno stringenti”.
Nasce così la richiesta di un tavolo permanente tra Governo, Regione Sicilia ed istituzioni europee, in modo da poter definire misure strutturali di compensazione ed essere in grado di aprire un confronto con Bruxelles su strumenti fiscali e contribuitivi adeguati. Al centro di tale questione vi sarebbe infatti la tassa occulta dell’insularità, stimata in circa 7 miliardi di euro all’anno, la quale si somma al caro carburanti.
“Non chiediamo privilegi, ma pari opportunità” ha concluso, infine, Busi Ferruzzi, che ha ribadito come la ZES debba mantenere una funzione specifica a supporto del Mezzogiorno.
Ad intervenire durante l’assemblea con oggetto il PNRR sono stai anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino, il vice sindaco di Catania, Massimo Pesce, ed il rettore dell’università di Catania, Enrico Foti.
“Con la Fondazione Siciliae Studium Generale 1434 -Ha aggiunto il rettore – stiamo rafforzando la collaborazione con le imprese per sviluppare nuove competenze e creare le condizioni affinché i giovani possano scegliere di studiare e lavorare in Sicilia. Il futuro del territorio dipende dalla nostra capacità di trasformare le risorse in valore e le competenze in sviluppo”.
A raccontare poi la propria esperienza nella sessione “Gli investimenti che diventano impresa” sono stati: Michele Chiappetta (A.B.S.), Domenico Cristaudo (NXP Semiconductors), Marco Forestiere (Sifi Italy), Rosario Fresta (Ance Catania), Luigi Lanza (WEM Waste Engineering Management), Concetta Perone (FiberCop) e Giuseppe Sorbello (Xenia Progetti). Una serie di testimonianze che, in fin dei conti, raccontano come le risorse disponibili possano diventare attività produttiva, occupazione e competitività.
La moderazione dei lavori è stata garantita da Roberto Chinzari, giornalista del Tg1 Rai.


