Un nuovo confronto si è svolto ieri nella sede di Confindustria Catania, dove le organizzazioni sindacali hanno incontrato i vertici della multinazionale farmaceutica
Resta in salita la trattativa sul futuro dello stabilimento Pfizer di Catania, dove la vertenza legata ai 330 esuberi continua a tenere alta la preoccupazione per il destino dei lavoratori e le prospettive industriali del sito produttivo. Un nuovo confronto si è svolto ieri nella sede di Confindustria Catania, dove le organizzazioni sindacali Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL, UGL Chimici e CISAL Fialc, insieme alle RSU, hanno incontrato i vertici della multinazionale farmaceutica per proseguire la discussione sulle misure di mitigazione degli esuberi.
Al centro della trattativa resta il nodo dell’isopensione, con un periodo di accompagnamento alla pensione compreso tra uno e sette anni. Una soluzione sulla quale, tuttavia, permangono distanze significative tra le parti, soprattutto per il rischio che i lavoratori interessati possano subire penalizzazioni economiche.
Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno avanzato una propria proposta per rafforzare le tutele economiche dei dipendenti coinvolti. L’azienda si è riservata di valutarla e fornire una risposta.
Il confronto si aggiornerà mercoledì 11 novembre alle ore 9, quando le parti torneranno a riunirsi nella sede di Confindustria Catania.
Sullo sfondo resta la questione più ampia del futuro industriale dello stabilimento, della salvaguardia delle professionalità e della necessità di garantire prospettive produttive e occupazionali concrete per il territorio catanese.