CATANIA – Tiene banco la vertenza dell’Ast, Azienda Sicilia Trasporti, soprattutto dei suoi oltre mille dipendenti. Gli argomenti principali su cui si fonda sono la mancanza di un piano di impresa pubblica a carattere industriale che renda competitiva l’azienda, rilanciando i suoi servizi anche in termini remunerativi, l’acquisto in tempi brevi di almeno cinquanta pullman per potenziare i collegamenti, il recupero delle somme attese dai comuni per i debiti vantati nei confronti dell’azienda, punto sul quale riveste una grande importanza la richiesta di incontro al nuovo governo regionale, appena sarà insediato, per proporre il versamento diretto delle somme all’Ast.
A ribadire le motivazioni che potrebbero portare ad azioni di protesta, in caso di mancato arrivo di una richiesta di convocazione alla presenza del presidente, da parte della dirigenza, sono le sigle sindacali dei trasporti Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti autoferrotranvieri, per mezzo dei rispettivi segretari regionali Franco Spanò, Amedeo Benigno, Antonino Falanga, e Giuseppe Scannella.
“L’azienda potrebbe avere grandi potenzialità. È indispensabile, innanzitutto, risolvere il problema delle somme attese dai comuni per ristabilire un equilibrio finanziario, troviamo assurdo infatti che la Regione paghi il servizio Ast ai comuni che poi devono versare le somme nelle casse dell’azienda stessa. Questo passaggio avviene con tempi lunghissimi e con enormi difficoltà economiche, che si trasformano in ritardi nei pagamenti del carburante, dei fornitori, delle assicurazioni dei mezzi. È necessario poi avviare subito un piano di acquisto di mezzi da distribuire in tutta la regione, ma in particolar modo laddove il servizio ha bisogno di un potenziamento perché risulta carente, su tutte le aree metropolitane di Palermo e di Catania”.
Ma le richieste non si esauriscono certo qui perché i sindacati chiedono anche una regolamentazione ben definita in materia di orari e servizi per tutte le strutture Ast della Sicilia, un unico centro di spesa per gli acquisti e una biglietteria unica che garantisca flussi di entrate non indifferenti. “Alla dirigenza chiediamo inoltre il ritiro di tutti gli ordini di servizio che riguardano una riorganizzazione del lavoro che non è stata frutto del confronto con il sindacato – concludono -. Non intendiamo più parlare di difficoltà finanziarie, l‘Ast è un’azienda che con il rilancio può essere in grado di garantire sviluppo al settore dei trasporti in Sicilia, già fin troppo carente in termini di servizi. Al nuovo governo regionale chiederemo subito quali sono le intenzioni sul futuro della più grande azienda del settore nell’isola, perché non si può parlare solo di sopravvivenza quando è invece impellente impostare un piano strategico che aumenti la sua competitività”.